Recensioni e Interviste

“Intenzioni”, il nuovo singolo di Andrea D’Accico. L’intervista

Fuori dal 7 novembre “Intenzioni”, il nuovo singolo di Andrea D’Accico. Dopo diversi anni dall’ultima pubblicazione ufficiale l’artista ritorna con un sound più definito e maturo. Un brano che sa mescolare influenze jazz a una melodia pop delicata, avvolgente allo stesso tempo accattivante.

“Intenzioni” è il primo tassello di quello che è un progetto più grande in uscita nel 2026. Una canzone che racchiude l’evoluzione del sound di Andrea D’Accico. Una melodia che strizza l’occhio al passato, ma sa trovare un suo spazio nel mercato attuale. Un ritornello a cui è impossibile resistere e che ti rimarrà in testa a lungo.

Andrea, dopo alcuni anni di pausa torni con “Intenzioni”. Cosa ti ha spinto a rimetterti in gioco adesso?

La voglia di scrivere. E’ un bisogno fisico e spirituale. Non ho mai smesso nel corso di questi anni. Ho avuto bisogno di più tempo per ordinare le idee e soprattutto di essere soddisfatto dei testi.

Hai parlato di un sound più maturo e definito: come descriveresti questa evoluzione artistica?

Mi sono semplicemente concentrato su ciò che volevo trasmettere e ciò che sentivo dentro. Su melodie più morbide e semplici che però girano intorno ad una base più articolata.

“Intenzioni” nasce da una riflessione profonda su sé stessi. Qual è stata la scintilla che ti ha portato a scrivere questo brano?

Che molto spesso siamo molto severi con noi stessi e affrontiamo le sfide della vita con giudizio sia nei nostri confronti che nei confronti degli altri. L’inquietudine fa parte della natura dell’essere umano e a volte ci dimentichiamo che fa parte della natura dell’essere umano anche la consapevolezza di sé’, la fiducia e il cambiamento inteso come crescita.

Hai accennato che “Intenzioni” è il primo tassello di un progetto più grande in uscita nel 2026. Puoi anticiparci qualcosa su cosa dobbiamo aspettarci?

Sono 10 brani con melodie ben definite, dove molto spesso il ritornello da’ respiro e apertura. sicuramente è un album che parla di introspezione e di speranza.

Sei un chitarrista autodidatta con solide radici jazz. In che modo questa formazione influisce ancora oggi sul tuo modo di scrivere e suonare?

La maggior parte dei brani nascono da studi di pattern di accordi o fraseggi di chitarra che poi portano a progressioni armoniche e infine alle melodie e alle parole. Diciamo che a volte lo studio diventa scrittura, altre volte le parole diventano progressioni di accordi.

Guardando indietro al tuo primo album “Principiante della vita”, cosa ti porti dietro di quell’esperienza?

l primo album è stato molto istintivo. Mi porto dietro soprattutto il ricordo di mia nonna della sua presenza gentile e carismatica che mi ha ispirato a scrivere i miei primi brani.

Hai avuto esperienze importanti come Sanremo Rock e il Premio Mia Martini. Che ruolo hanno avuto nella tua crescita artistica?

Sono esperienze che ti fanno crescere sia dal punto di vista artistico che umano. In queste occasioni si ha la possibilità di far ascoltare la propria musica in contesti ufficiali e quindi sono uno stimolo fondamentale per mettersi alla prova, sempre con leggerezza e curiosità.

— Onda Musicale

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