Recensioni e Interviste

Giuseppe Fisicaro si racconta al nostro giornale. L’intervista

Un grande successo e grandi riscontri per i Digital Noises Awards, l’evento andato in scena il 17 novembre 2025, all’interno della Milano Music Week 2025 e promosso dalla società di publishing Digital Noises, fondata da Giuseppe Fisicaro

L’iniziativa ha celebrato le eccellenze del panorama musicale e digitale contemporaneo, mettendo in dialogo professionisti e artisti del settore. Nel corso della serata, si sono alternati sul palco numerosi ospiti di rilievo, che hanno condiviso esperienze e visioni legate alle diverse anime dell’industria: dal booking al management, fino all’emergere di nuovi talenti e format audio sperimentali.  La serata ha visto la premiazione di alcune tra le realtà e le figure più significative del settore: dal rapper Grido a Moreno, Paolo Vallesi, Francesco Venuto (booking agent – Barkely Arts), fino al podcast di successo “Meravigliosamente Podcast” di Lorenzo Casadei

Digital Noises nasce con una visione chiara: creare valore attraverso il digitale, unendo creatività, tecnologia e strategia. Nel tempo ha sviluppato una presenza internazionale e si è distinta per la capacità di anticipare le trasformazioni del mercato, offrendo soluzioni personalizzate, innovative e sostenibili. Il suo modus operandi poggia su tre pilastri: innovazione continua, cultura digitale e responsabilità, intesa come impegno a usare il digitale per un impatto positivo e duraturo. Tra i suoi casi di successo, la realtà ha curato e ottimizzato la presenza su YouTube di artisti come Umberto Tozzi, Raf, Gianluca Grignani, Marco Masini e Mario Venuti, e ha collaborato con Warner Music Italia alla valorizzazione di cataloghi storici di icone della musica italiana. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Fisicaro. 

Digital Noises è stata tra i protagonisti della Milano Music Week.  Quali sono stati gli elementi che hai voluto portare all’interno dei DN Awards? 

Ai DN Awards abbiamo voluto portare una prospettiva concreta e misurabile su cosa significa innovazione nel music business oggi. Non solo celebrazione dei risultati, ma analisi dei processi e delle strategie che portano un progetto a crescere davvero sul mercato globale. Abbiamo messo al centro i dati, la valorizzazione del contenuto e la visione internazionale, mostrando come la tecnologia possa amplificare il talento e non sostituirlo. È stato un momento di confronto reale tra artisti, aziende, editori, creator e professionisti, dove ognuno ha potuto condividere esperienze e opportunità.

Come si è evoluto il vostro approccio al mondo del digital e dell’AI?

Negli ultimi anni abbiamo spostato il focus da una logica puramente operativa a una visione strategica guidata dai dati. L’AI oggi è uno strumento imprescindibile, non un fine: la utilizziamo per analizzare trend, ottimizzare la distribuzione, individuare pubblici specifici e generare insight che permettono a un artista o a un contenuto di arrivare alle persone giuste nel momento giusto. L’obiettivo non è automatizzare la creatività, ma potenziarla. L’AI consente di lavorare con maggiore precisione e velocità, liberando risorse e tempo per ciò che conta davvero: il valore artistico e l’identità.

Tra le vostre collaborazioni, spicca la gestione di alcuni cataloghi editoriale di Warner Music Italia. Raccontaci com’è nata e come si sta evolvendo

La collaborazione con Warner Music Italia è nata da una visione condivisa: valorizzare il catalogo in un’ottica moderna, dove l’analytics e l’ottimizzazione digitale diventano centrali quanto la creatività. Abbiamo iniziato lavorando su specifici progetti editoriali, dimostrando la capacità di generare risultati concreti in termini di visibilità, monetizzazione e posizionamento algoritmico. Oggi la partnership sta crescendo con un approccio sempre più data–driven e internazionale, con l’obiettivo di dare nuova vita ai cataloghi e di portare contenuti storici a dialogare con le nuove generazioni.

Quali competenze consideri fondamentali per avere successo nel digital oggi?

Serve una combinazione di tre elementi: visione strategica, competenze tecniche e sensibilità creativa. Chi lavora nel digitale deve conoscere le piattaforme, leggere i dati, sapere come funziona la distribuzione, ma deve anche capire linguaggi, trend narrativi e dinamiche culturali. Non basta saper “pubblicare”: bisogna saper progettare e posizionare, sapendo che ogni contenuto è un prodotto. E poi serve aggiornamento continuo: il digital cambia in mesi, non in anni.

La vostra stella da sceriffo è Youtube. Quali sono le esigenze principali degli artisti quando si rivolgono a voi?

Gli artisti arrivano da noi con un bisogno comune: trasformare visibilità in valore reale. Non cercano solo views, ma una strategia che porti risultati misurabili: crescita organica, monetizzazione, pubblici internazionali, posizionamento nelle ricerche e relazione diretta con i fan.Molti si sentono disorientati da un algoritmo complesso e in continua evoluzione. Il nostro lavoro è guidarli con chiarezza, costruendo percorsi sostenibili che partono dall’ottimizzazione tecnica ma arrivano alla crescita artistica.

Guardando al futuro, come si evolverà il mondo di YouTube nei prossimi anni?

YouTube sta diventando sempre più una piattaforma ibrida tra entertainment, formazione e social community. La tendenza principale sarà la verticalizzazione dei format: long form, Shorts e contenuti live coesisteranno ma con strategie distinte. Gli utenti cercano valore, autenticità e contenuti che risolvono problemi o creano esperienza. Sul fronte economico, ci sarà un’ulteriore espansione delle opportunità di monetizzazione e delle integrazioni con l’e-commerce e l’AI generativa. Chi saprà leggere i dati, lavorare con cross-platform e progettare ecosistemi intorno agli artisti, avrà un vantaggio competitivo enorme.

— Onda Musicale

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