Recensione di “Ma che colpa ne ho” di Marco Forti.
“Ma che colpa ne ho”, il nuovo singolo di Marco Forti, è un brano che unisce parole e musica in un racconto di vita, accettazione e rinascita. La canzone nasce dall’incontro con l’omonimo Marco De Alexandris: la cui storia, purtroppo segnata dalla disabilità, ma anche da una straordinaria forza d’animo, diventa ispirazione e simbolo di resilienza.
Ogni verso invita a guardare oltre le apparenze, a riconoscere la dignità e il coraggio di chi affronta le proprie sfide trasformando il dolore in consapevolezza. Ne viene fuori un lavoro che non è solo una composizione, bensì un invito a credere nella forza del perdono e del rinnovamento. In fondo, come sosteneva Vivian Greene, “La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia”.
Sul piano musicale, “Ma che colpa ne ho” si distingue per la raffinatezza dell’arrangiamento e per la capacità di fondere leggerezza e intensità. Le melodie si muovono con disinvoltura, crescendo fino a una conclusione molto emozionante. La voce di Forti trasmette fragilità e forza insieme, accompagnata da intrecci elettronici che amplificano il senso di intimità e sincerità.
Citando Plutarco, “La musica è una legge morale. Essa dà un’anima all’universo, le ali alla mente, volo all’immaginazione e fascino a tutte le cose”: una frase, questa, che sembra descrivere alla perfezione il modo in cui Forti riesce a conferire profondità e autenticità alla sua arte.
“Ma che colpa ne ho” è dunque un viaggio nell’anima, che parla di perdono, presa di coscienza e coraggio. Non vi resta che scoprirlo.


