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“Da dove nasce il vento”: un viaggio sonoro attraverso i confini

Da dove nasce il vento

Intervista a Simone Piva, fuori con “Da dove nasce il vento”, che si muove sulle sfumature del rock italiano e del cantautorato.

Nell’autunno 2025 Simone Piva pubblica “Da dove nasce il vento”, il suo secondo album. Anticipato dai singoli “Cosa siamo diventati”, “Il baule del diavolo” e “Sulle nostre tracce”, si tratta di un disco di dieci tracce che si muovono sulle sfumature del rock italiano e del cantautorato.

“Da dove nasce il vento” è un viaggio sonoro attraverso i confini – geografici, culturali ed emotivi – con uno sguardo che resta fedele alle origini ma aperto al mondo. L’album è stato registrato in Edac Studio da Davide Lasala e Andrea Fognini ed è distribuito da Believe Music Italia.

“Da dove nasce il vento” è il titolo del tuo secondo album: quando e da quale esigenza artistica è nato questo disco?

Da dove nasce il vento è nato in un periodo di trasformazione personale e artistica. Sentivo il bisogno di tornare all’origine delle cose, di capire cosa muove davvero le scelte, le emozioni, i cambiamenti. Il vento per me è una metafora: non lo vedi, ma senti quando arriva e quando cambia direzione. Questo disco nasce proprio da lì, dall’esigenza di ascoltare ciò che si muove dentro, prima ancora di dargli una forma musicale.

Rispetto al tuo primo lavoro “Il successo non è niente”, in cosa senti di essere cambiato come autore e come musicista?

Con Il successo non è niente ero molto concentrato sul racconto: parlavo di personaggi, storie ed eventi legati al Friuli, quasi come se stessi fissando una memoria collettiva. Era un disco più “didascalico”, nel senso buono del termine, nato dal desiderio di dare voce a un territorio e a chi lo abita.

Con Da dove nasce il vento lo sguardo si è spostato di più verso l’interno. Come autore oggi sento meno il bisogno di spiegare e più quello di suggerire, di lasciare spazio all’ascoltatore. Come musicista mi sento più libero, più attento alle dinamiche emotive e meno legato a una struttura rigida: è un disco più intimo, ma anche più aperto.

Ci sono brani di “Da dove nasce il vento” che senti particolarmente vicini o che rappresentano un punto di svolta nel tuo percorso?

Ci sono sicuramente brani che sento molto vicini, perché mi hanno messo davanti a una verità personale da cui non potevo più tornare indietro. Non li considero un punto di arrivo, ma piuttosto delle soglie: canzoni che segnano un passaggio, un cambiamento nel modo di scrivere e di espormi. Sono nate senza filtri, e proprio per questo hanno dato una direzione chiara a tutto il disco.

I testi dell’album sono profondi ma accessibili: scrivi più di istinto o parti da una riflessione razionale sui temi che vuoi affrontare?

Scrivo quasi sempre di istinto. La riflessione arriva dopo, come una seconda lettura. Quando scrivo cerco di non filtrare troppo, di lasciare che le parole escano con la loro urgenza emotiva. Poi magari, riascoltandole, mi rendo conto che parlano di qualcosa di più ampio, di un tema che riguarda molti. Ma il primo passo è sempre emotivo, mai razionale.

Stai per partire con il tour in Italia e in Spagna: cosa rappresenta per te il palco e quanto cambia un brano dal disco al live?

Il palco è il luogo dove le canzoni smettono di essere mie e diventano di tutti. Dal vivo i brani respirano in modo diverso: possono essere più ruvidi, più intensi, a volte anche più fragili. Ogni concerto è un dialogo, non una replica del disco. È lì che capisci davvero se una canzone è viva.

Portare questo album anche all’estero è una sfida: cosa speri arrivi al pubblico che magari non conosce il tuo background culturale?

Spero arrivi l’emozione, prima di tutto. Anche se non si condividono la lingua o il contesto culturale, credo che certe sensazioni siano universali: il cambiamento, la ricerca, il bisogno di sentirsi a casa. Se anche una sola persona, ascoltando questi brani, sentirà muoversi qualcosa dentro, allora il vento avrà fatto il suo lavoro.

Le prossime date del tour:

13/02 Tambourine – Seregno (MB)
14/02 Dr Creatur – Desio (MB)
15/02 Locanda di Via Priula – Morbegno (SO)

Spagna
19/02 Elasesino
20/02 Cresol
21/02 Radio City
22/02 Tio Rico

— Onda Musicale

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