Intervista a Nikki Costa, fuori con il singolo “Un momento lento”.
Nikki Costa è un cantautore della Lunigiana: vive a Gragnola, un piccolo paese in provincia di Massa Carrara. Ha trasformato la musica in un linguaggio di forza e vicinanza: canta con una profondità che arriva “da amico”, unendo autenticità pop e un’energia gentile. Nel suo percorso discografico ha pubblicato diversi singoli, tra cui “Ninna nanna” (2021), “Come supereroi” (2022), “Smog” (2023), “Tutto Passa” (2024), e “Quanto eri bella” (2025) portando avanti una scrittura personale e immediata. Sul fronte live e concorsi, ha partecipato a rassegne nazionali come Mimì Sarà, Una Rotonda nel Blu e Castrocaro, ed è stato ammesso alla finale di Area Sanremo nel 2018.
Nikki Costa ha inoltre condiviso il palco in duetto con artisti come i Nomadi (2019) e Mariella Nava (in occasione di esibizioni dal vivo). Fa parte di Musicamia ed è seguito dalla vocal coach Sabrina Ceccarelli e dal produttore/musicista Vincenzo Masini; tra le sue ispirazioni c’è Max Pezzali, mentre fuori dallo studio coltiva una passione particolare per i treni.
Vivi a Gragnola, un piccolo paese della Lunigiana. In che modo il vivere in un luogo così diverso dal caos urbano influenza la tua musica?
Vivere a Gragnola è tranquillo, però è un paese che offre tanti servizi, dai bar alla posta fino ai mezzi pubblici. Ha avuto un forte impatto sulla mia musica, in cui racconto il vivere quotidiano, la spensieratezza e quella routine che, anche se ripetitiva, fa parte della vita di tutti i giorni.
Nei tuoi singoli precedenti, da “Ninna nanna” a “Quanto eri bella”, hai sempre mantenuto una scrittura diretta e personale. Come senti di essere cambiato artisticamente nel tempo?
La scrittura è sempre stata la stessa, incentrata sull’amore e sulla figura della donna, che è molto importante nei miei brani. Tuttavia, nella linea melodica sono cambiato: sono passato da brani lenti a pezzi come “Quanto eri bella”, dove la melodia diventa più movimentata.
Hai partecipato a rassegne e concorsi importanti, fino alla finale di Area Sanremo. Quanto hanno contribuito queste esperienze alla tua crescita come artista?
Sì, ho partecipato a contest importanti, come Area Sanremo e Castrocaro. Entrambe le esperienze mi sono state molto utili: da un lato per stringere nuove amicizie con ragazzi provenienti da tutta Italia, dall’altro per imparare a gestire la parte burocratica della musica e capire meglio come si scrive un brano. Inoltre, ho conosciuto produttori che lavorano con grandi artisti della musica italiana.
Hai anche condiviso il palco con artisti come i Nomadi e Mariella Nava. Cosa ti hanno lasciato questi incontri dal vivo?
Sì, con Mariella Nava è stata una bellissima esperienza: era il 1° dicembre 2012, in occasione del Premio Lunezia Story. Lei al pianoforte e io alla voce abbiamo eseguito il brano “Gli anni” degli 883. È stata un’emozione unica quella sera e ho riscosso anche un bel successo.
Con i Nomadi, invece, era da tempo che desideravo cantare con loro. L’occasione è arrivata quando sono venuti a suonare in zona: abbiamo cenato insieme e c’erano Cico Falzone e Massimo Vecchi. Abbiamo eseguito “Ho perso il mio amore” e altri brani in acustico, e da lì è nata una vera amicizia. Successivamente ho conosciuto anche il nuovo frontman, Yuri Cilloni, e anche con lui è nato un bel rapporto. Queste esperienze mi hanno fatto crescere molto, sia a livello musicale sia nella gestione del palco.
Tra le tue ispirazioni c’è Max Pezzali, e fuori dalla musica hai una passione per i treni. Se dovessi descrivere il tuo percorso artistico come un viaggio, a che punto della tratta senti di essere oggi?
Sì, Max è sempre stato il mio punto di riferimento fin da bambino. Ho ascoltato tantissimo la sua musica: ricordo ancora la musicassetta de “La dura legge del gol”, che volevo sempre ascoltare sul pulmino tornando da scuola. Da lì è nato tutto: ho comprato i CD, a partire dalla riedizione del 2000, e poi gli altri a seguire.
L’ho conosciuto a Viareggio nel 2014, proprio il giorno del mio compleanno, durante una festa a sorpresa con degli harleysti. Ci siamo trovati subito in sintonia, sia a livello umano sia musicale. Nello stesso anno l’ho rivisto al Premio Lunezia e abbiamo continuato a parlare: gli chiesi consigli su come scrivere canzoni e lui mi disse semplicemente di scrivere quello che mi viene in mente.
Per quanto riguarda i treni, sono una mia grande passione fin da bambino: conosco tutti i dipendenti della tratta Lucca-Aulla, che saluto calorosamente e che sono anche miei fan. Trovo spesso un collegamento tra questa passione e la musica. Se devo descrivere il mio percorso come un viaggio, direi che sono a buon punto: sono soddisfatto del tratto percorso finora e ora guardo avanti, verso il futuro, seguendo i binari.


