Intervista a Francesco Scagliarini, in arte Yume, che presenta il singolo “Paura di amare”.
Francesco Scagliarini, in arte Yume, nasce il 10 agosto 2008 a Sora (FR). Fin da piccolo sviluppa una forte passione per la musica, iniziata quasi per gioco cantando in macchina insieme alla madre. Da quell’esperienza nasce il desiderio di approfondire il canto, iniziando a prendere le prime lezioni e comprendendo quanto la musica rappresenti una parte fondamentale della sua identità. Intorno ai 14 anni inizia a scrivere le sue prime canzoni, sentendo l’esigenza di esprimere le emozioni più profonde non solo attraverso la voce, ma anche tramite le parole.
Oggi Yume è un giovane cantautore che unisce testi dalle sfumature indie a melodie pop, con l’obiettivo di parlare a un pubblico ampio e trasversale. Nel corso del suo percorso ha partecipato a diversi contest e premi, nazionali e internazionali, tra cui il Premio Mia Martini, classificandosi tra i primi posti, il Festival di Castrocaro e Dreaming San Marino Song Contest (semifinalista). Ha inoltre aperto concerti di numerosi artisti italiani, tra cui MV Killa, LDA, i Collage e Paolo Vallesi.
Paura di amare, ma in generale le tue canzoni, nascono prima dalla musica o dalle parole?
In tutto ciò che scrivo, inclusa “Paura di amare”, parole e melodia nascono simultaneamente. Io credo che insieme costituiscano un connubio inevitabile e insostituibile, per cui non riesco a pensare le due cose separate ma soltanto come un unico binomio che nasce quando le parole giuste si intersecano con le note giuste.
Musicalmente il brano unisce sonorità indie e pop. Come hai lavorato alla costruzione del suono insieme al produttore Armando Alfano?
Io e Armando siamo sempre molto in sintonia, riusciamo molte volte a capirci senza neanche parlare. Lui sa esattamente cosa io voglia esprimere con le mie canzoni e riesce, nelle produzioni, a fortificare ancora di più il senso di quello che scrivo. Mi fido talmente tanto di lui e del suo lavoro che non è necessario che io sia presente durante il processo di costruzione dell’arrangiamento che riesce sempre a cucire un vestito che calza a pennello a tutto quello che scrivo.
Sei molto giovane ma scrivi già brani molto intensi: da dove nasce questa forte esigenza di raccontarti attraverso la musica?
Nasce banalmente dal fatto che mi viene molte volte difficile esprimere a parole quello che sento, mentre attraverso la musica diventa quasi un’esigenza. Potrebbe sembrare assurdo, ma quando scrivo è l’unico momento in cui mi sento protetto dal giudizio e riesco sempre ad essere me stesso e soprattutto vero al 100%.
Hai iniziato a cantare quasi per gioco in macchina con tua madre. Ti ricordi il momento in cui hai capito che la musica sarebbe diventata qualcosa di più serio?
In realtà, credo di averlo sempre sentito, dovevo solo realizzarlo. E’ stato un processo molto naturale, non mi sono neanche accorto come ma ho capito da un momento all’altro quanto la musica fosse diventata fondamentale nella mia vita.


