Un disco che è frutto di due anni di scrittura, ricerca musicale e personale.
Dieci canzoni in “Terra e Caos” di Ennio Salomone in cui il passato e i ricordi diventano epicentro e colonna portante, non come rifugio arido e desolato, ma come lente attraverso cui immaginare il futuro.
“Terra e Caos” è uscito dopo due anni di lavoro: che tipo di viaggio è stato per te, umano prima ancora che musicale?
“Terra e caos, prima di essere un disco, è una raccolta di canzoni che ho scritto durante gli anni, canzoni che hanno come minimo comune denominatore il passato e la riconciliazione con esso. Registrare un disco è sempre una bella scommessa, non in termini commerciali, ma in termini umani. Ti fa guardare le canzoni sotto altri aspetti, ti rende palese il trascurato e ti pone davanti infinite possibilità di suoni, sensazioni e andamenti. Alla fine cresci insieme alle canzoni.”
Se dovessi raccontare questo disco con tre parole, quali sceglieresti e perché?
“Le tre parole che mi vengono immediatamente in mente sono: nudità, sinestesia, appartenenza. “Nudità” perché credo fortemente che la canzone debba essere sempre ferocemente sincera, in primis con noi stessi e poi, di conseguenza, con gli altri. Ho sempre pensato che la musica sia una sorta di terapia, un oblio e una mappa, grazie alla quale riusciamo a trovarci e riscoprirci appieno solo mettendoci veramente a nudo.
“Sinestesia” perché in Terra e caos tento, attraverso flashback, digressioni e ricordi lontanissimi ma nitidi, di far percepire all’ascoltatore le stesse sensazioni che ho provato io e quella dolcissima confusione di sensi che spesso il passato ti regala.
“Appartenenza”, non a qualcosa, ma a qualcuno, cioè a me stesso. In Terra e caos non ho solo raccontato storie, ho parlato di me, dei miei brevi ma intensi momenti di felicità, delle mie contraddizioni e delle mie paure. Ho scoperto e accettato parti di me che solo grazie alla scrittura sono venute fuori. E grazie alle canzoni ho trovato un senso di appartenenza a ciò che sono.”
Perché Terra e Caos? Cosa rappresenta questo titolo?
“Terra” è dove viviamo, “caos” è ciò che viviamo. Sono i due termini che ripercorrono costantemente l’intero disco. Spesso affrontare i nostri disordini, le nostre inquietudini più profonde è il miglior modo per dare una quadra alla nostra esistenza.
“Non cerchiamo l’ordine, ma solo il modo per ritrovarci”.
La Sicilia è molto presente: è più un luogo fisico o uno stato mentale nella tua musica?
“La Sicilia fa parte di me, spesso, in maniera involontaria, attraverso una sensazione, un rumore, un modo di affrontare una determinata situazione. Ho respirato per tutta la vita il mare, gli scogli, il porto e ho imparato a memoria i sussurri delle prue dei pescherecci che tagliavano il mare al ritorno da una lunga notte.”
C’è un brano a cui sei più legato? Se sì, perché? Invece quello che ha avuto un parto più complicato?
“I posti non muoiono è sicuramente la canzone che rappresenta un po’ il manifesto del disco. È il legame con quei luoghi fisici e mentali che hanno dato un senso al presente e una prospettiva per il futuro. Non c’è stata una canzone in particolare che mi abbia creato difficoltà. Ogni canzone ha avuto bisogno del suo tempo.”
Come nascono le tue canzoni: prima il testo o la musica?
“Scrivere una canzone è un’esperienza meravigliosamente personale. Solitamente inizio da un’idea, che può essere una parola, una frase o una musica che ho in testa. Di sicuro farlo necessita di metodo e costanza. L’ispirazione è solo una parte e da sola non serve a nulla. È pur vero che, alla fine, ciò che importa è arrivare al messaggio che vuoi mandare, indipendentemente da come ci sei arrivato. Questa è, per chi scrive, la gratificazione più grande.”
Dopo questo album, senti di aver trovato una direzione o sei ancora in movimento?
“In realtà non ho mai smesso di scrivere nuove canzoni, anche mentre ero in studio per Terra e caos. L’idea di creare sempre mi esalta, mi fa sentire vivo e mi riempie di prospettive.”
Ascolta su Spotify: https://open.spotify.com/intl-it/album/5ZSSq9rpd3jNI0e9T5lIUj
Track list:
1. Del caos e degli aperitivi – 2. I posti non muoiono – 3. Le ragazze corrono – 4. Vicini di rabbia (con Alessio Lega) – 5. Tonnara’s wall – 6. Barricati (Il sudore delle api) – 7. De Sica – 8. Laringe – 9. Alice sulla luna – 10. Lu piccatu


