Recensioni e Interviste

John Freedom, “La cometa di Halley” proposta in una nuova versione

foto artista

Fuori dal 6 marzo, è disponibile su tutti i digital store. Il cantautore ripresenta uno dei brani più apprezzati del suo repertorio.

John Freedom è arrivato nei giorni d’oggi per raccontarci com’era la vita negli anni ’20, ma soprattutto per riportare in auge quello swing tipico del periodo. “La cometa di Halley” racconta il viaggio di una famiglia che deve lasciare la propria terra per cercare di sopravvivere. Una storia di migrazione che viene dal passato, ma che rimane sempre attuale.

John, bentornato! In poche parole: cosa rappresenta per te oggi La cometa di Halley?

“Grazie! ‘La cometa di Halley’ per me rappresenta il concetto di memoria. Il mondo si evolve continuamente, la tecnologia arriva a traguardi inaspettati; eppure molte delle problematiche che ci riguardano sono le stesse di cento anni fa, che a loro volta erano già la ripetizione del passato, e così via… Un continuo ritorno, come la cometa di Halley, appunto.”

Perché hai deciso di riproporla proprio adesso in una nuova versione?

“ ‘La cometa di Halley’ è un pezzo che emotivamente ha avuto una risposta importante, sia dal mio pubblico che da me stesso. Seppur nel mio piccolo mondo, ho avuto l’impressione che il pezzo sia arrivato particolarmente al cuore delle persone. Per questo motivo ho sempre pensato che meritasse più attenzione. L’occasione perfetta è arrivata quando ho partecipato ad un format di Torino, 1Take Sessions, in cui vengono invitati artisti emergenti a portare dei loro brani, registrati in presa diretta. Lì è accaduta la magia: il pezzo è uscito subito bene, alla prima take. A quel punto, avevo già capito che dovevo pubblicarlo.”

Se dovessi descrivere il brano con tre aggettivi, quali useresti?

“Impetuoso, riflessivo, emotivo.”

Il tema dell’emigrazione è centrale: secondo te cosa rende questa storia ancora attuale?

“Beh, purtroppo la risposta è: tutto, tutto la rende attuale. Quando ho scritto questo pezzo avevo in mente proprio l’idea di scrivere una storia che unisse l’immigrazione passata con quella presente, ma più la scrivevo più mi accorgevo che la differenza tra le due epoche fosse minima.”

Dopo questa uscita, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

“Sono sempre a lavoro su qualcosa e adesso sono particolarmente preso su un progetto più ampio, un insieme di tracce simbolicamente collegate tra loro. ‘La cometa di Halley’ ne segna il principio.”

— Onda Musicale

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