Fuori dal 10 marzo “Piero”, il nuovo singolo dei Coniugi Orsini. Si tratta del primo singolo estratto dall’EP che verrà pubblicato nei prossimi mesi.
“Piero” dei Coniugi Orsini è un brano cantautorale intenso e coinvolgente, in cui il pianoforte accompagna e amplifica l’emotività della voce e del testo. È una canzone che lavora in profondità sulle emozioni: le parole evocano immagini vive, che si trasformano in sensazioni autentiche, sostenute da una melodia che nelle strofe rimane delicata e sospesa, per poi aprirsi ed esplodere con forza nel ritornello.
“Piero” è il primo singolo del vostro nuovo EP. Come nasce l’idea di questo brano?
L’idea del brano nasce da una sfida: noi Coniugi Orsini avevamo deciso di scrivere un brano in un breve lasso di tempo, così dopo pranzo ci siamo messi di buona lena rispettivamente al pianoforte e al taccuino. In pochi minuti la canzone ha preso una forma non molto diversa da quella attuale.
Ci sono aneddoti particolari legati alla registrazione del brano o alla creazione del videoclip?
Non ci sono aneddoti particolari legati alla registrazione del brano o alle riprese del videoclip.
Come descrivereste il filo conduttore o il tema principale del vostro nuovo lavoro?
Descriveremmo il filo conduttore che unisce il nostro nuovo lavoro come un cavo in polietilene ad altissimo peso molecolare, dotato di una resistenza alla trazione fino a quindici volte superiore a quella dell’acciaio a parità di peso, ma capace anche di fluttuare sull’acqua di un fiume.
Marco, la tua esperienza spazia dal jazz alla musica popolare brasiliana e al tango. Quanto queste esperienze influenzano la musica dei Coniugi Orsini?
Tantissimo anche se in modo non evidente, forse allusivo o certamente come atteggiamento positivo verso esperienze musicali differenti dal pop. I Coniugi ad ogni modo, hanno certamente nell’eclettismo del linguaggio un punto di forza, essendo cannibali di stili e generi anche diametralmente differenti.
Luca, il Premio MEI e l’EP “L’ordine delle cose Gambere” hanno segnato un momento importante della tua carriera. Che cosa ti ha insegnato quell’esperienza?
Senza dubbio, aver ottenuto un premio nell’ambito del Meeting Etichette Indipendenti, grazie all’EP “L’ordine delle cose Gambere” è stato importante. Fu il Piccio (Alessandro Piccioni), storico manager dei Coniugi Orsini ed anche mio ad iscrivere l’EP al contest, a mia insaputa. Mi piacerebbe dire di aver imparato qualcosa sulla perseveranza, ma non è così. L’esperienza ha confermato in me l’idea di essere molto fortunato ad avere intorno gente come Alessandro, che continua a credere nel nostro lavoro.
“Piero” anticipa l’uscita di un EP. Cosa possiamo aspettarci dal resto dei brani?
Non vogliamo anticipare molto sul resto dei brani, perché crediamo nel gusto della sorpresa. Possiamo dire che saranno canzoni molto oneste, e alle quali siamo legati perché pensiamo siano anche belle. Non ci saranno brani ispirati al mondo dei Vichinghi, né pezzi da discoteca: ogni canzone però ha una propria personalità ben delineata, e speriamo che possano piacere a tutte e tutti.



