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Mandalamarra: un “Graffio libero” oltre confine 

Graffio libero

Con“Graffio libero” i Mandalamarra sfoggiano vesti sonore complesse che dal rock arrivano ai Balcani passando per il reggae e il pop di rionale.

Ormai è certo che la loro vita live sia decisamente più esterofila che radicata nei nostri confini. Ed è anche vero che la loro è un’evoluzione non ascrivibile al mero folk di stampo irlandese che forse aveva permeato il loro esordio. Oggi i Mandalamarra sfoggiano vesti sonore ben più complesse che dal rock arriva ai Balcani passando per il reggae e per il pop di natura rionale (come amerebbe dire qualcuno)… esce sempre per la RadiciMusic “Graffio Libero”, un disco che parla di amore per l’umanità, per la condivisione, per il “disarmo laico e pacifico”, perché torni l’incontro al centro dei mostri interessi… non è un disco politico e non è un disco di raffinatezze digitali… anzi: è un disco sporco di terra, dove le liriche di Domenico Pesci detto “Picas” sanno sempre trovare conforto e custodia sicura nelle melodie di Stefano “Billy” Belardi.

Ecco la “rossa visione” di un progetto che dalla Tuscia va in tour in tutto il resto del mondo… 

Un graffio… libero da cosa? 

Il nostro graffio è inteso come un marchio che non produce nessun tipo di ferita sulla pelle ma al contrario accarezza in totale libertà e amore i meandri sconfinati dell’animo umano. 

Tanti generi musicali dentro quello che sembra un impasto folk… che quasi il folk diviene l’ultimo timido ingrediente. Che scelta è stata? 

Abbiamo deciso e contaminato le canzoni con aggiunta di altri generi musicali, ma il folk è sempre presente, proprio a significare la nostra indissolubile e primordiale fratellanza con quest’ultimo. Possiamo dire, scelta oculata e naturale. 

Dietro le due colonne portanti dei Mandalamarra c’è un organico di musicisti interessanti: anche qui, la scelta ha voluto direzionali anche verso strumenti e modi decisamente distanti dal folk tradizionale. Vero? 

Abbiamo ricercato e utilizzato sonorità e strumenti un po’ differenti ma che si abbracciano in un tutt’uno alla vastità dell’universo Folk; un po’ come stelle non troppo distanti che sanno di ritrovarsi nella medesima scia di energia e che non smettono mai di pulsare. 

Un tour che oltrepassa spesso i confini italiani. Questo che sta a significare secondo voi? Che tipo di cultura c’è e che tipo di riposta trovate? 

Nessun significato in particolare. Se possiamo aggiungere è una sensazione piacevolissima essere apprezzati anche all’estero. Restiamo convinti che anche in italia si possa fare del buon folk e ritagliarci il nostro spazio. Diversità di culture e altri confini lontani se così possiamo definirle sono il nostro viaggio ma poi capiamo che in fondo regalando emozioni e rimanendo noi stessi, non ci allontaniamo più di tanto. Il mondo è la nostra casa. 

Spesso usate parole come rivoluzione, “Rossa visione”, disarmo etc… correte i rischi di finire dentro canti politici. Che poi in fondo tutto è politica, anche la pace… vero? 

La politica è per i politicanti, che pacificamente bacchettiamo senza nasconderci, in virtù dei tempi odierni, tra disordini, conflitti e incertezze. Noi facciamo altro. Facciamo musica fondendo noi stessi e le nostre emozioni e mettendo energia e anima senza filtri al centro di quello che umilmente creiamo. 

— Onda Musicale

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