Recensione di “whynotfrank” di ASIAnotfound.
Salutare un disco come “whynotfrank” significa entrare in un progetto che non ha paura di cambiare direzione. ASIAnotfound costruisce un lavoro dove l’elemento centrale è la libertà creativa. La varietà sonora è evidente. Le tracce passano da momenti più pop a passaggi orchestrali, mantenendo però una sensibilità comune. Gli archi e il corno francese introducono una dimensione quasi cinematografica che distingue il disco da molte produzioni contemporanee.
Dal punto di vista narrativo i testi rappresentano il cuore del progetto. “Don’t Hide” osserva le persone che trasformano la vulnerabilità altrui in potere, descrivendole come “predatori silenziosi”. È un’immagine forte che dimostra quanto la scrittura dell’artista sia attenta ai dettagli emotivi. Un altro momento significativo è “Why&Not”, la canzone in cui viene raccontata la decisione di non restare in una situazione che stava diventando una gabbia. Il brano chiude idealmente il percorso di trasformazione iniziato nelle tracce precedenti.
Il disco mostra anche una grande attenzione all’immaginario visivo. Non sorprende sapere che molti video e contenuti siano stati realizzati in ambientazioni naturali estreme. Nel complesso “whynotfrank” riesce a mantenere un equilibrio interessante tra introspezione e sperimentazione sonora. Non è un disco costruito per seguire le mode del momento, ma per raccontare un percorso personale. E proprio per questo lascia la sensazione di essere l’inizio di un viaggio artistico ancora più ampio.


