Recensioni e Interviste

Gli Oplà si raccontano, tra corsa e vertigine: dentro “Caduta libera”

foto band

Il nuovo singolo della band è disponibile da giovedì 23 aprile 2026 su tutte le piattaforme digitali. Li abbiamo intervistati.

“Caduta libera” è il nuovo singolo degli Oplà. Nell’intervista entrano dentro il brano, tra corsa e vertigine.

“Caduta libera” racconta la fine di una relazione attraverso immagini molto concrete – la strada, la notte, il volante: quanto c’è di autobiografico in questo racconto e quanto invece nasce da un immaginario condiviso?

“Il testo nasce da un vissuto autobiografico perché racconta le sensazioni reali scatenate dalla fine di una relazione vera. La metafora della strada è stata molto presente in questo contesto e infatti emerge anche in altri nostri pezzi, poiché in grado di dare un’idea di movimento e quindi di cambiamento anche nei momenti di maggiore sofferenza, contrapposta allo scenario di restare fermi a sentire quanto fa male. Guidare e ascoltare musica in macchina è stata l’unica vera e propria forma di evasione per staccare la spina dei pensieri e l’ispirazione per il brano è nata proprio da qui.”

Nel brano convivono movimento e immobilità, fuga e smarrimento: come avete lavorato musicalmente per rendere questa sensazione di “andare avanti senza direzione”?

“Mentre le strofe cercano di raccontare l’immobilità nascosta nella nostalgia del momento mentre il mondo continua a muoversi all’esterno, come se lo si osservasse dal finestrino della macchina sempre nella metafora del viaggio, il ritornello sfoga tutte le emozioni sia nel testo che nella musica, con una prima parte in crescita fino a uno sfogo che si trasforma poi in malinconia e rassegnazione. Quindi anche musicalmente il brano prova a seguire il saliscendi di emozioni del testo con parti più controllate e di racconto e altre di rabbia e sfogo.”

La musica, nel pezzo, diventa quasi un rifugio per coprire i pensieri: che ruolo ha per voi la musica nei momenti di crisi, anche al di fuori della scrittura?

“Ha un ruolo molto importante e quasi centrale, perché diventa il più grande strumento di evasione nelle grandi difficoltà della vita e lo rimarca il testo stesso (la frase “su il volume, la musica mi illude che questa non sia la realtà” racchiude perfettamente questo concetto). Come già accennato in precedenza, guidare senza meta ascoltando canzoni è stato realmente l’unico modo per tacere il rumore assordante dei pensieri, quindi alla fine il pezzo parla proprio anche di questo.”

Venite da un percorso molto legato ai live e all’intesa costruita suonando insieme: quanto questa dimensione “di strada” ha influenzato il suono e l’energia di “Caduta libera”?

“Diciamo che tutti i nostri inediti sono inevitabilmente molto influenzati dal nostro percorso precedente, perché suonare per tre anni solo in contesti dal vivo ci ha permesso di iniziare a plasmare un nostro suono e una nostra idea di “coesione”. Andare in studio era quindi inizialmente una novità e ha iniziato a portare nuovi spunti e a rinnovare tanti concetti, quindi si può dire che i primi anni hanno costruito le fondamenta del progetto su cui ora stiamo modellando e scoprendo nuovi aspetti della nostra identità musicale.”

Dopo “Senza fiato”, questo singolo viene presentato come un nuovo inizio: in che modo “Caduta libera” anticipa quello che sarà il vostro prossimo capitolo, magari verso un album?

“È un nuovo inizio perché porta con sé tante novità derivanti da un lavoro che puntava ad un’evoluzione rispetto ai due singoli precedenti e quindi si colloca in un percorso di crescita costante che vogliamo proseguire in futuro. È però anche parte di un progetto complessivo che è iniziato proprio con “Senza fiato” e che riguarderà anche i prossimi singoli, quindi rappresenta uno dei tasselli che andranno a comporre il nostro primo album a cui stiamo ancora lavorando.”

Gli Oplà sono su Instagram.

— Onda Musicale

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