Undici canzoni che si muovono tra le sfumature del rock raccontando gioventù e disillusione, alcuni brani sono cantati in italiano e altri in inglese. “Clues” è anticipato dal singolo “Avere di già”, pubblicato il 20 maggio con un videoclip originale.
Ciao Giuseppe, bentornato! E’ uscito da poco “Clues”, il tuo nuovo album. Cosa puoi raccontarci? Come è nato?
Ciao e grazie per ospitarmi nel vostro spazio editoriale. Vi racconto brevemente la genesi di questo album. Mentre lavoravo ad una nuova idea che sto ancora sviluppando, mi sono imbattuto in alcune vecchie cartelle in cui avevo archiviato delle mie vecchie canzoni, scritte e mai pubblicate. Siccome il progetto a cui lavoravo e lavoro tutt’oggi è per buona parte in lingua inglese, mi sono ricordato di aver abbandonato quelle canzoni perché volevo a tutti i costi scrivere in italiano. Così mi è venuta la voglia di lavorarci un pò su e alla fine sono usciti 10 brani, più uno nuovo in italiano. C’era materiale sufficiente per un album così ho deciso di pubblicarlo.
Qual è il brano che hai realizzato con più difficoltà?
City Lights, credo di averlo cambiato sei o sette volte, ha delle strofe che musicalmente mi hanno sempre convinto tantissimo, ma il resto era davvero difficile da far funzionare, di colpo ho avuto l’idea di utilizzare anche dei cori femminili e da lì poi è scaturito il ritornello e il bridge.
E quello nato in modo più spontaneo?
Roll the Dice, mi piaceva anni fa ed era già finito, ho solo dovuto ripensare un po ‘ gli arrangiamenti.
Qual è il brano a cui sei più legato e perché?
In questo disco di sicuro Clues. Probabilmente parlo un po ‘, consapevolmente e non, di me. Credo che i mancini siano davvero un pò diversi, probabilmente spesso più tormentati, lasciano che gli indizi portino a loro, chi li sa cogliere può intuire la profondità o il baratro, a seconda di come la si vuole intendere. Probabilmente un uomo mancino può avvicinarsi alla sensibilità delle donne, forse le percepisce meglio, per quanto complesse esse siano, rispetto a noi maschietti. Ovviamente è un mio pensiero, nulla di scientifico a supporto immagino, in ogni caso è stata una scrittura “sentita”.
Tu alterni brani in italiano e in inglese, con quale lingua ti trovi più a tuo agio?
Nella scrittura dei brani l’inglese, a volte escono in italiano, ma è meno frequente. La mia musicalità è più “anglofona” più Rock/Blues. Negli ultimi anni ho percorso una strada totalmente cantautorale con brani in italiano, tre album, adesso sto riscoprendo la libertà di poter utilizzare entrambe le lingue, senza dover indirizzare nulla, lascio decidere al caso e alla creatività.
Come nascono i tuoi brani?
Quasi sempre con la chitarra e sempre in momenti particolarmente emotivi o post emotivi. a volte non suono per giorni, settimane, all’improvviso mi viene la voglia di prendere la chitarra ed esprimere tutto il mio inespresso in giorni complessi o gioiosi. E’ una esigenza più che altro
Prossimi step?
Ho ripreso l’idea che avevo dovuto sospendere per terminare Clues e devo dire ho tanta carne al fuoco…
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