Cortellino è tornato con “La casa in riva al mare“, una rivisitazione del noto brano di Lucio Dalla, disponibile dal 15 giugno su tutti i digital store. L’artista sceglie un sound più estivo con un retrogusto latineggiante porta il suo stile in un grande classico.
“La casa in riva al mare” interpretata da Cortellino, con la produzione artistica di Emanuele Grafitti, che firma anche chitarre, basso, batteria, pianoforte e synth. Registrata e prodotta da Fabio Zinchelli presso Palo Alto Studio, con mix e mastering a cura di Matteo Brenci.
Ciao Cortellino, come è nata l’idea di reinventare La casa in riva al mare di Lucio Dalla?
L’idea è nata grazie a Emanuele Grafitti, che mi ha entusiasmato con la sua versione del brano, portandolo in una dimensione nuova senza snaturarne l’anima.
C’è una frase del brano di Lucio Dalla che oggi ti colpisce in modo diverso rispetto a quando l’hai ascoltata per la prima volta?
A mio avviso la magia di questo testo è che non invecchia mai. Credo che la grandezza di questa canzone stia proprio nel lasciare spazio a molte interpretazioni. Pensiamo alla “cella” in cui si trova il protagonista: è una prigione reale, una condizione psicologica o una metafora delle nostre paure e dei nostri limiti? È una storia che continua a far viaggiare l’immaginazione e a parlare a ciascuno in modo diverso.
Molti artisti evitano i grandi classici per paura del confronto. Tu cosa cerchi invece quando decidi di misurarti con un brano così iconico?
Non era nostra intenzione copiare l’originale, ma conservarne tutta la poesia dandole una veste fresca, estiva e ballabile. In studio abbiamo lavorato molto sui suoni e sulla scelta degli strumenti, privilegiando chitarre classiche, batterie acustiche e bassi con corde lisce. Tutti gli strumenti sono stati suonati da Emanuele, che con i suoi arrangiamenti ha dato una forte identità al brano. Quando affronto una canzone considerata un grande classico, come ho già fatto con Caruso, cerco di trasporla in un contesto nuovo, fresco, senza snaturarla. Non ho paura del confronto: anzi, le grandi canzoni, una volta analizzate, studiate, suonate e metabolizzate, danno molto dal punto di vista creativo perché ti fanno rivivere l’emozione in un modo nuovo.
Quanto è cambiato il tuo modo di ascoltare la musica italiana nel corso degli anni?
Ti dirò: la mia curiosità è sempre la stessa. È cambiato il know-how che ho assimilato negli anni e quello che ho imparato. Da quando, a 15 anni, vagavo nei negozi di dischi scoprendo un mondo nuovo con corsie piene di CD e vinili, oggi vago su internet cercando nuove pubblicazioni e sound interessanti. I tempi e i mezzi cambiano, la musica batte sempre.
Se Lucio Dalla fosse seduto qui accanto, quale sarebbe la prima domanda che gli faresti?
Gli chiederei se gli va di ascoltare la versione della sua canzone che ho cantato, ascoltando il parere dell’autore.
Tra dieci anni, quale canzone vorresti che il pubblico associasse immediatamente al nome Cortellino?
Del mio repertorio sono molto indeciso tra “Il mondo pieno di guai” e “L’era della pietra”… voi che ne dite?
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