Recensioni e Interviste

Intervista a ICO (Ludovico Poggio) – “Nell’Etere”

Ludovico Poggio, in arte Ico, è un cantatore milanese classe 2000. La sua musica nasce da un forte bisogno espressivo e da una sensibilità emotiva che si riflette in brani intimi e personali.

Inizia a suonare la chitarra a 16 anni e a 17 scrive le prime canzoni, in italiano e inglese, sviluppando uno stile autentico e distante dalle mode.

Tra le sue influenze artisti italiani e internazionali come Bob Dylan, The Beatles, Pink Floyd, Radiohead, Nirvana, Jeff Buckley, Led Zeppelin, Oasis, Ed Sheeran, Coldplay, Lucio Battisti e Fabrizio De André. Nel 2023 autoproduce 12 demo per il suo primo album, dimostrando determinazione e una visione artistica già definita.

Nel 2024 riprende la collaborazione con il suo ex insegnante Alessio Croci (Atlantis Studio), avviando un percorso artistico più strutturato e professionale. Nel 2026 esce

“Un tramonto per due”, “All I Have” e “Parallel Universe”, singoli che anticipano l’uscita dell’album.

L’intervista

Il titolo dell’album, “Nell’Etere”, evoca qualcosa di sospeso, immateriale ma allo stesso tempo diffuso. Che significato ha per te questa parola e come si riflette nelle dodici tracce del disco?

L’etere di questo disco è per me uno spazio onirico, dove vivono le mie storie, i miei ricordi, le mie emozioni. Ogni brano è riconducibile a dei luoghi dell’anima, raggiungibili attraversando questo etere e immergendosi in una nuova dimensione.

Questo è il tuo album di debutto. Qual è l’urgenza espressiva che ti ha spinto a racchiudere questo preciso momento della tua vita in un intero long-play?

È iniziato tutto come un esperimento creativo, il primo brano che ho scritto e composto è stato “Shutdown”, l’ultimo nella tracklist e il più sperimentale. Da lì in poi ho sentito la necessità di produrre altre canzoni, alla scoperta di me stesso come artista. Brano dopo brano mi son reso conto di voler raccontare il mio viaggio interiore e di avere tanto da dire e da dimostrare. 12 brani mi sembrava il numero perfetto.

Nel disco troviamo tre brani in italiano e nove in inglese. Come convivono queste due anime? Trovi che ci siano cose che riesci a esprimere meglio in inglese e altre che invece richiedono la tua lingua madre?

Sì, esatto. Sono due approcci diversi, l’inglese lo sento più diretto, semplice e fluido, anche perché la maggior parte dei miei ascolti sono in questa lingua. L’italiano è più legato al cuore, anche se ormai non mi rendo più conto del cambio di lingua. Mi piace l’idea di poter passare da un brano in inglese a uno in italiano senza accorgermene.

La cartella stampa parla di un mix tra cantautorato, rock alternativo, dream pop e influenze anni ’90. Quali sono gli artisti o le band (sia del passato che contemporanei) che ti hanno accompagnato e influenzato maggiormente durante la scrittura di “Nell’Etere”?

Nell’Etere contiene un po’tutte le influenze che mi hanno accompagnato dall’adolescenza ad oggi. I miei artisti di riferimento sono Jeff Buckley e gli Oasis, così come Beatles, Led Zeppelin, Pink Floyd, Nirvana, Doors, Bob Dylan e tantissimi altri che potrei elencare.

Dodici tracce sono una tracklist importante per un debutto nell’era dello streaming e dei singoli veloci. Come si è svolto il lavoro di selezione e produzione dei brani? C’è un brano che ha fatto da “bussola” per l’intero album?

In realtà è stato tutto molto lineare pezzo dopo pezzo, in circa 6 mesi nel 2023 ho autoprodotto tutte le demo in casa. Scartando forse una o due canzoni massimo che avevo iniziato a scrivere. Ogni brano sentivo che doveva ricoprire un ruolo nel percorso, e raccontare un preciso lato di me, sia dal punto di vista autoriale che musicale.

Venerdì 10 luglio “Nell’Etere” sarà finalmente di tutti. Come ti stai preparando all’uscita e quali sono i piani per portare questo progetto dal vivo? C’è già una dimensione live che bolle in pentola?

L’idea è di portare Nell’Etere live in formato band, per cui chitarre, basso, batteria etc. Abbiamo iniziato a provare in studio con l’intendo di creare un sound molto rock, energico e coinvolgente, ma con la possibilità a seconda del brano di passare anche a set più acustici e intimi. Per il momento il piano è di partire coi primi live in autunno.

Se dovessi descrivere “Nell’Etere” a chi non ha ancora premuto play usando solo tre parole, quali sceglieresti?»

Esattamente in questo ordine direi: sogno, amore, libertà.

— Onda Musicale

Tags: Pink Floyd, The Doors, Nirvana, The Beatles, Led Zeppelin, Bob Dylan
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