Cantante, chitarrista e polistrumentista bolognese, Alice Cucaro sembra uscita dalla pellicola di un film d’altri tempi.
Alice Cucaro è cresciuta in una famiglia dove la musica è sempre stata protagonista. Si avvicina fin da bambina al canto e allo studio di diversi strumenti, sotto la guida del padre Tony Cucaro.
A dieci anni entra al Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, dove studia chitarra con il maestro Massimo Nalbandian. A quindici anni viene notata da Iskra Menarini, storica corista di Lucio Dalla, che la coinvolge in numerosi concerti dal vivo. Parallelamente approfondisce lo studio dello strumento con il chitarrista Romano Trevisani.
Al Roxy Bar
A sedici anni partecipa al Roxy Bar di Red Ronnie e conquista importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Miglior Musica al BMA – Bologna Musica d’Autore, il Premio Radio Bruno e la vittoria di Sanremo Rock nella categoria Trend.
Prosegue gli studi nel corso propedeutico di Jazz del Conservatorio “G.B. Martini” con Chiara Pancaldi, quindi frequenta il Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo.
Oggi insegna presso Music Studio & Latterock e Kinder College/Kinder House di Bologna. Affianca l’attività didattica alla composizione e ai concerti dal vivo insieme al suo gruppo formato da Enrico Dolcetto, Michele Tavian, Manuel Cucaro e Pietro Posani.
Nel 2023 ha fatto parte dell’Orchestra del Conservatorio di Rovigo diretta da Demo Morselli, ha duettato con Carlo Marrale nell’ambito del Maggio Rovigino e ha aperto la clinic del chitarrista canadese Nick Johnston a Bologna.

Sei cresciuta in una famiglia dove la musica era parte della quotidianità. Qual è il primo ricordo musicale che conservi con tuo padre Tony Cucaro?
“Mi portò nel suo studio di registrazione facendomi saltare l’asilo per farmi cantare una canzone scritta da lui Apposta per me, si intitolava “Bella bambolina” e fa ridere perché nella registrazione finisco semplicemente le frasi perché non parlavo ancora molto bene e ad un certo punto esclamo a caso ‘Papà!!!!’”
Hai iniziato giovanissima il percorso al Conservatorio. Quanto la formazione accademica ha influenzato il tuo modo di scrivere e interpretare la musica?
“La formazione accademica nel mio mestiere la considero fondamentale, perché ti permette di avere strumenti aggiuntivi per qualsiasi esperienza lavorativa e ti insegna soprattutto la professionalità e la disciplina che ci serve in questo mestiere, molti danno il lavoro e lo studio che c’è dietro noi musicisti per scontati.”
A quindici anni sei stata notata da Iskra Menarini. Cosa ti ha lasciato quell’incontro, sia dal punto di vista umano che professionale?
“Iskra mi ha insegnato che la voce è la nostra anima. Con lei è stato più un percorso emotivo e spirituale della musica. Ho imparato ad essere libera dagli schemi con la mia voce, per farla volare. Non la ringrazierò mai abbastanza per i suoi insegnamenti.”
Nel tuo percorso hai ricevuto premi importanti e partecipato a trasmissioni come il Roxy Bar di Red Ronnie. C’è un momento che consideri la vera svolta della tua carriera?
“Sicuramente la vittoria a Sanremo rock, da insicura cronica in quel momento ho capito che la mia musica poteva essere in grado di brillare.”
Sei cantante, chitarrista e polistrumentista. Quando componi, nasce prima la melodia, il testo oppure il dialogo tra gli strumenti?
“Parto principalmente dal testo, poi a seconda del mood scelgo di comporlo musicalmente o con la chitarra o il pianoforte, una volta definita la stesura e registrato autonomamente una pre-produzione mi consulto con il mio team per procedere a modifiche e arrangiamento.”


