Recensioni e Interviste

Intervista al DJ produttore Khrys Kloudz

Fuori dal 7 agosto su tutti i digital store”Take Me Where The Light Runs Free”, il nuovo singolo del DJ produttore Khrys Kloudz. Il brano cantato in inglese si muove su sonorità elettroniche, tra melodic house e un pizzico di trance.

Il risultato è un sound accattivante, ipnotico e che ti fa venir voglia di ballare.

Take Me Where The Light Runs Free” nasce dall’incontro tra Melodic House e Trance. Come è nata l’idea del brano e qual è stata la prima scintilla che ti ha portato a svilupparlo?

L’idea è nata dalla voglia di unire due mondi musicali che sento particolarmente vicini al mio modo di vivere e concepire la musica: l’atmosfera e la profondità della Melodic House da una parte, e l’energia emotiva e la tensione melodica della Trance dall’altra.

La prima scintilla è stata proprio una melodia. Da lì ho iniziato a costruire tutto il resto, lasciando che il brano prendesse forma in modo molto naturale. Volevo creare qualcosa che non fosse semplicemente un pezzo da ascoltare o da ballare, ma un’esperienza capace di trasportarti altrove. Il titolo, “Take Me Where The Light Runs Free”, rappresenta proprio questa ricerca di libertà, di luce e di evasione.

Hai definito questo singolo un vero e proprio “viaggio emotivo”. Dove vorresti accompagnare l’ascoltatore attraverso questa canzone?

Mi piacerebbe accompagnare l’ascoltatore in uno spazio tutto suo, lontano per qualche minuto dalla quotidianità.

Credo che qualsiasi forma d’arte e sopratutto la musica abbiano questa capacità straordinaria di evocare immagini, ricordi e sensazioni diverse in ognuno di noi.

Il viaggio di questo brano, per me, parte da una dimensione più introspettiva e cresce progressivamente, portando con sé energia, speranza e una sensazione di liberazione. Non voglio indicare una destinazione precisa, perché penso che ogni ascoltatore debba poter trovare la propria. Se, ascoltandolo, qualcuno riuscirà anche solo per un momento a sentirsi più libero o a ritrovare una propria emozione, allora il viaggio avrà raggiunto il suo scopo.

In realtà, “Take Me Where The Light Runs Free” rappresenta anche il primo passo di un percorso più ampio. Il brano fa parte di una trilogia, un progetto che ho già ben definito e che è ormai quasi terminato. Per il momento preferisco non svelare i titoli degli altri capitoli, ma posso dire che non si tratta di tre brani scollegati tra loro: esiste un filo conduttore, sia dal punto di vista emotivo sia da quello musicale.

L’idea è quella di costruire un vero e proprio percorso, in cui ogni capitolo rappresenti una tappa del viaggio e contribuisca a raccontare una storia più ampia. “Take Me Where The Light Runs Free” è quindi l’inizio di questo cammino, una sorta di porta d’ingresso verso un universo che si completerà progressivamente con le prossime uscite.

Sei cresciuto musicalmente studiando pianoforte e batteria fin dall’età di sette anni. Quanto hanno influenzato il tuo modo di produrre oggi, soprattutto nella costruzione delle melodie e della parte ritmica?

Hanno influenzato profondamente il mio modo di produrre. Il pianoforte mi ha dato un rapporto molto diretto con la melodia, l’armonia e la costruzione emotiva di un brano. Ancora oggi, quando inizio una nuova produzione, molto spesso tutto parte proprio da una linea melodica o da una progressione di accordi.

La batteria, invece, mi ha insegnato a sentire il ritmo in modo molto fisico e istintivo. Nella musica elettronica questo aspetto è fondamentale: anche quando lavoro su sonorità molto melodiche o atmosferiche, la componente ritmica deve avere un’identità precisa e sostenere tutto il viaggio del brano.

Avere avuto la possibilità di studiare entrambi gli strumenti fin da piccolo mi ha dato due prospettive complementari: una più emotiva e armonica, l’altra più istintiva ed energetica.

La tua formazione passa anche attraverso jazz e blues, prima dell’incontro con la musica dance. Sono ancora presenti, magari inconsapevolmente, queste radici nelle tue produzioni?

Assolutamente sì, credo che certe influenze rimangano dentro di te anche quando non te ne rendi conto. Il jazz e il blues mi hanno insegnato molto sulla sensibilità musicale, sulle dinamiche, sull’importanza delle sfumature e, soprattutto, sull’espressione.

Forse nelle mie produzioni non emergono sempre in modo evidente o riconoscibile, ma penso che siano presenti nel modo in cui costruisco una melodia, scelgo un accordo o cerco di creare una determinata atmosfera. Tutte le esperienze musicali che ho vissuto fanno parte del mio linguaggio artistico, e probabilmente continuano a influenzarmi anche in maniera inconscia.

Hai avuto modo di condividere esperienze e collaborazioni con artisti importanti della scena dance e trance, da Mauro Picotto a Mario Più, fino a Fabio XB. C’è un incontro professionale che ha lasciato un segno particolare nel tuo percorso?

Sono state tutte esperienze importanti, perché ho avuto la fortuna di confrontarmi con artisti che hanno scritto pagine significative della musica dance e trance e che hanno avuto percorsi molto diversi tra loro.

Più che un singolo episodio, quello che mi ha lasciato maggiormente un segno è stato il confronto umano e professionale: osservare il loro approccio alla musica, capire quanto lavoro, passione e identità personale ci siano dietro un progetto artistico.

Collaborare e condividere esperienze con persone di questo livello ti porta inevitabilmente a crescere e a guardare il tuo percorso con maggiore consapevolezza. Sono incontri che ti ricordano quanto sia importante continuare a evolversi senza perdere la propria identità.

Se dovessi descrivere Khrys Kloudz oggi attraverso tre parole, quali sceglieresti?

Ricerca, emozione, evoluzione.

Ricerca, perché cerco sempre nuove sonorità e nuovi modi per esprimere quello che ho dentro.

Emozione, perché è il punto di partenza e l’obiettivo finale di tutta la mia musica.

Evoluzione, perché penso che un artista non debba mai sentirsi arrivato: ogni brano è un passaggio, una fotografia di un momento, ma anche l’inizio di qualcosa di nuovo.

ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/3PkOPrZnQDrG6IpGV90x0s 

https://www.instagram.com/khriskloudz

— Onda Musicale

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