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“Depeche Mode: M” un concerto straordinario affidato a una regia non sempre all’altezza

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Depeche Mode M

Le scelte registiche di Fernando Fría spesso sembrano dimenticare quale sia il soggetto del docu-film.

È da poco uscito nelle sale “Depeche Mode: M”, il documentario diretto da Fernando Fría che unisce le immagini delle tre date tenute dalla band nel settembre del 2023 a Città del Messico. La morte del tastierista Andy Fletcher nel 2022 ha lasciato un senso di vuoto e di caducità enorme nei due membri superstiti, che hanno a lui dedicato l’ultimo album “Memento Mori”. Le tre date di Città del Messico, che hanno raccolto un totale di 200 mila fan, rientrano nel tour di quest’ultimo disco. Le canzoni sono bellissime come le conosciamo, Dave Gahan e Martin L. Gore sono perfetti come al solito nonostante i sessant’anni compiuti, e grazie a loro il film merita davvero la visione.

La regia, invece, si presta a qualche critica. Fernando Fría alterna alle canzoni dei Depeche Mode parole di persone sconosciute, fan che discorrono della band, voci che recitano testi in prosa e poesie sulla morte, di cui lo spettatore non conosce la provenienza (solo nei titoli di coda sono riportati gli autori). Il regista vi aggiunge inoltre scene che c’entrano poco o niente, ma la cosa peggiore è che applica alle riprese del concerto degli effetti che rovinano le immagini. Se una persona va al cinema (per di più pagando 13 euro) per vedere “Depeche Mode: M” è perché vuole provare la stessa emozione di un live del suo gruppo preferito. Mettere dei filtri tra lo spettatore e la band è snaturare il concetto stesso di docu-concerto.

A questo si aggiunge che Fernando Fría, per poter sempre riprendere bene Dave Gahan e Martin L. Gore, ha deciso di “smarmellare tutto” come il peggior Duccio Patanè di “Boris”, e di piazzare sopra la testa dei due musicisti dei fari gialli che evidenziano le loro rughe e gli altri segni della vecchiaia per tutta la durata del concerto, facendoli sembrare più brutti e anziani di quanto non siano in realtà.

Infine, delle 24 tracce presenti nell’album “Memento Mori: Mexico City” ricavato dal live, nel film ne compaiono solo 17. Un concerto dei Depeche Mode può durare anche tre ore, ricavarne un film di solo un’ora e quaranta (di cui probabilmente meno di un’ora e mezza di immagini live) è un po’ una presa in giro. Nuovamente “Depeche Mode: M” non tiene fede alla sua definizione di docu-concerto.

Oltre che nei cinema, il film è già uscito in un cofanetto comprendente 2 DVD (o 2 Blu-ray) e 2 CD. Il primo disco contiene il documentario proiettato nelle sale, il secondo il concerto completo; i CD comprendono tutte le canzoni live più alcune tracce bonus per un totale di due ore di musica.

Questa è la scaletta dei CD:

  1. Intro
  2. My Cosmos Is Mine
  3. Wagging Tongue
  4. Walking In My Shoes
  5. It’s No Good
  6. Sister Of Night
  7. In Your Room
  8. Everything Counts
  9. Precious
  10. Speak To Me
  11. Home
  12. Soul With Me
  13. Ghosts Again
  14. I Feel You
  15. A Pain That I’m Used To
  16. World In My Eyes
  17. Wrong
  18. Stripped
  19. John The Revelator
  20. Enjoy The Silence
  21. Waiting For The Night
  22. Just Can’t Get Enough
  23. Never Let Me Down Again
  24. Personal Jesus

Bonus track:

  1. Survive
  2. Life 2.0
  3. Give Yourself To Me
  4. In The End

— Onda Musicale

Tags: Depeche Mode/Dave Gahan
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