Dopo anni di gavetta su Mtv, nel 1996 Beavis e Butt-Head si guadagnano il loro primo lungometraggio animato, a opera del loro creatore Mike Judge
Beavis e Butt-Head sono due ragazzi rozzi e scansafatiche che passano le loro giornate bighellonando o guardando la televisione. Un giorno i due si risvegliano sul divano e si accorgono che qualcuno ha rubato il loro televisore. I ragazzi escono da casa per cercare il prezioso elettrodomestico e si ritrovano ad avere a che fare con dei pericolosi criminali, in un’avventura on the road che gli farà percorrere in lungo e in largo le strade degli Stati Uniti.
Recensione
Trasformare una serie animata di Mtv in un film non è affatto facile, né scontato. Scrivere la sceneggiatura per degli episodi è molto diverso che farlo per una pellicola. Il soggetto di Mike Judge, invece, supera bene questa prova ottenendo un lungometraggio che diverte e non stufa. L’animazione, purtroppo, è basica come nella serie, ma tutto il resto merita un plauso. Persino il vincitore del Premio Pulitzer Roger Ebert ha lodato il film, definendolo una satira sulla gioventù americana. Consigliatissima a chi già adora Beavis e Butt-Head, la pellicola è un ottimo primo incontro per chi non li ha mai visti.
Colonna sonora
La soundtrack di Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America non poteva essere altro che spettacolare, insolita e divertente. La sigla iniziale della pellicola, fatta in stile telefilm poliziesco anni ’70, è stata scritta da Mike Judge ed è cantata nientemeno che dal mostro sacro del soul Isaac Hayes. Il quale ci prenderà gusto, e dall’anno seguente doppierà il personaggio di Chef in South Park. Il pezzo più rappresentativo del lungometraggio è però Love Rollercoaster. La canzone è stata scritta dalla band funk/R&B Ohio Players ed è uscita nel 1975, ma la versione che si sente nel film è reincisa dai Red Hot Chili Peppers. Si tratta di un brano anomalo nella discografia di Anthony Kiedis e soci, probabilmente il loro peggior singolo.
La vera chicca del film è però Lesbian Seagull, realizzata dal cantautore e attivista per i diritti LGBTQ+ Tom Wilson Weinberg nel 1979. Egli la scrisse dopo aver letto i risultati di uno studio dell’Università della California sull’isola di Santa Barbara (USA), dal quale emerse che due femmine di gabbiano possono scegliersi come partner e condividere il nido. In Beavis & Butt-Head alla conquista dell’America il pezzo è cantato da David Van Driessen, professore dei due protagonisti la cui voce è dello stesso Mike Judge (Gianni Bersanetti in Italiano), affinché la classe possa “sviscerare certe strane pulsioni”. Un’altra versione della stessa canzone, eseguita dal crooner Engelbert Humperdinck apposta per il film, è udibile sui titoli di coda.
La colonna sonora comprende diversi altri brani, tra rap e rock. Si segnalano in particolare Ratfinks, Suicide Tanks and Cannibal Girls dei White Zombie, I Wanna Riot dei Rancid con Stubborn All-Stars, Walk on Water di Ozzy Osbourne, The Lord is a Monkey (Rock Version) dei Butthole Surfers, e non poteva naturalmente mancare Gone Shootin’ degli AC/DC, il gruppo preferito da Butt-Head. Purtroppo non è presente nessun pezzo dei Metallica, band invece amata da Beavis.
Questa è la tracklist della raccolta Beavis and Butt-Head Do America: Original Motion Picture Soundtrack
- Two Cool Guys (Theme from Beavis and Butt-Head Do America) – (I. Hayes, M. Judge) Isaac Hayes
- Love Rollercoaster – (Ohio Players) Red Hot Chili Peppers
- Ain’t Nobody – (H. Wolinski, J. Todd Smith additional lyrics) LL Cool J
- Ratfinks, Suicide Tanks and Cannibal Girls – (White Zombie) White Zombie
- I Wanna Riot – (T. Armstrong, M. Freeman, L. Frederiksen) Rancid with Stubborn All-Stars
- Walk on Water – (O. Osbourne, J. Vallance) Ozzy Osbourne
- Snakes – (Gwen Stefani, Toni Kanal) No Doubt
- Pimp’n Ain’t EZ” – (J. Lewis, J. Brown, J. Evans) Madd Head
- The Lord is a Monkey (Rock Version) – (Butthole Surfers) Butthole Surfers
- White Trash – (Rick Miller) Southern Culture on the Skids
- Gone Shootin’ – (M. Young, A. Young, B. Scott) AC/DC
- Lesbian Seagull – (T. W. Weinberg) Engelbert Humperdinck


