22 Settembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 29 Maggio 2019 14:16

Marco Di Noia: intervista ad un talento made in Italy

Marco Di Noia: intervista ad un talento made in Italy
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore Carlo Zannetti


Marco Di Noia, (Milano, 4 luglio 1980), è giornalista milanese, un social media manager, con due lauree in materie umanistiche oltre ad un dottorato in culture e letterature comparate, è un cantautore, un cantante formidabile che possiede una voce di quasi quattro ottave di estensione vocale e un falsetto dotato di rara pulizia timbrica, frutto di un’innata ipertonicità delle corde vocali.

Marco Di Noia è anche un autore che è recentemente balzato agli onori delle cronache perché, insieme a Stefano Cucchi pianista, tastierista e sound-designer, diplomato in pianoforte e laureato musica elettronica presso i Conservatori di Bologna e Milano, è riuscito a rivoluzionare tramite un’idea geniale, il sistema di ascolto musicale con i cellulari, realizzando il primo concept album in 3D audio, nonchè il primo app album italiano, con pochi precedenti a livello internazionale.

Lo contatto telefonicamente per un intervista e rimango piacevolmente stupito dalla sua gentilezza unita a simpatia ed ottima padronanza della lingua italiana.

 

Cantautore, giornalista, frontman di band rock, cantante, artista, compositore, come si definirebbe Marco Di Noia?

“Mi definirei come una persona che ha tanti interessi, che fin dalla tenera età ha sempre avuto una pulsione o un’esigenza creativa che dir si voglia, che poi è sfociata in ambito artistico, ma anche in ambito lavorativo. Sono sempre state - ci spiega Marco Di Noia - la mia creatività e le mie idee che hanno fatto la mia forza in vari ambiti. Qualcuno mi ha definito eccentrico, anche se mi piace di più l’espressione vario o policromatico, perché a me piace approfondire…mi definirei << piuttosto curioso>>”.

 
Quando hai iniziato ad avvicinarti al mondo della musica e quali sono stati gli artisti o le band alle quali ti sei maggiormente ispirato?

Come colonna sonora della mia vita ci sono stati, quando ero bambino, i Beatles, che mia madre amava e che mi faceva ascoltare sempre, oltre ai vari cantautori italiani. Poi , un po’ più avanti con l’età, ho scelto i Queen. A vent’anni circa, ho vinto il mio primo concorso canoro e ho scoperto di avere una voce molto rara e molto particolare, dotata di un’estensione vocale che mi permetteva e mi permette di esprimermi come meglio credo. Fin da giovanissimo - prosegue Di Noia - avevo iniziato una carriera giornalistica che andava bene ma poi a 29 anni ho pubblicato il mio primo album come cantautore e di fatto poi ho continuato a seguire la strada della musica. In questi anni ho continuato ad ascoltare i Beatles, oltre a Ivan Graziani e Fabrizio De André, poi ho conosciuto Stefano Cucchi e ho cominciato ad ascoltare musica molto diversa, quella cosiddetta elettronica .

 
Al tuo attivo hai ormai alcuni album e alcuni singoli di successo. Cosa rappresenta per te la musica?
 
“La musica é un’esigenza creativa innanzitutto, quindi non potrei farne a meno. In particolare il canto, che per me é molto importante, anche perché rappresenta per me una forma di meditazione, nel senso che é anche una forma di sperimentazione di alcune tecniche di respiro. Con il canto - ci spiega Marco Di Noia -attingo anche al mio mondo interiore, o meglio canto con il fisico ed interpreto con l’anima. Il tutto diventa così sia un’esigenza ma anche una forma di rilassamento e meditazione”.


Nel 2018, insieme al Maestro Stefano Cucchi, pubblichi l’album “Elettro Acqua 3D”, il primo concept album 3D in assoluto e il primo app album italiano. Cosa puoi raccontarci?

“È frutto di molto lavoro e di molta sperimentazione! Ho pensato ad un app album per creare un’applicazione che mi potesse in qualche modo permettere di bypassare la discografia che al momento in Italia non é molto attenta ad ascoltare le creazioni musicali che vengono dal basso. L’app ci ha permesso di andare avanti e di crearci un nostro spazio. Successivamente io e Stefano Cucchi abbiamo avuto l’idea di creare un album 3D da ascoltare con le cuffie auricolari, abbiamo creato un progetto unico, ci siamo inoltrati con la sperimentazione dove non c’erano modelli da seguire. Il risultato finale dell’applicazione?  5100 scaricamenti dell’album da 37 paesi del mondo….”


Ci puoi spiegare come ti senti ad avere una voce così particolare?

“ Vi racconto un aneddoto: un giorno andai dal mio insegnante di canto e gli dissi: "posso farti sentire come canto in tonalità originale la canzone Wuthering Heights di Kate Bush?" Cantai e il mio insegnante rimase allibito, tanto da propormi un’esibizione al saggio della scuola. Ho cominciato così a domandarmi spesso dove collocarmi nella musica con questa particolarità. Non volevo diventare un fenomeno, bensì volevo risultare emozionante. Per questo motivo, ho cercato da subito di utilizzare le mie doti canore con sentimento”.


Carlo Zannetti - Onda Musicale
Leggi altri articoli della rubrica "Recensioni e Interviste"