5 Giugno 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 07 Settembre 2018 09:47

Burt Reynolds: addio al grande attore americano che muore ad 82 anni

Burt Reynolds: addio al grande attore americano che muore ad 82 anni
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L'autore Redazione


Il mondo del cinema dice addio ad un altro dei suoi grandi interpreti. All'età di  82 anni è morto (stroncato da un attacco cardiaco) Burt Reynolds. Il decesso è avvenuto in un ospedale della Florida, come confermato dal suo portavoce Jeffrey Lane.

L'attore è stato trasportato in ospedale dopo avere avuto un arresto cardiaco, soffriva da anni di problemi di cuore e nel 2010 era anche sottoposto ad intervento chirurgico.

Nato a Lansing (Michigan) l'11 febbraio 1936, Burton Leon Reynolds aveva davanti una promettente carriera da giocatore di football prima di essere costretto a rinunciare in seguito ad un infortunoi. Il suo debutto come attore avviene alla fine degli anni '50 in alcune serie televisive. In poco tempo diventa popolare con Hawk l'indiano (da parte di padre era di origini cherokee).

Alla fine deglianni '60 è nello spaghetti western "Navajo Joe" di Sergio Corbucci, da lui stesso definito tuttavia il film più brutto a cui abbia mai preso parte.

Il grande successo arriva nel 1972 con "Un tranquillo weekend di paura" (Deliverance), nel quale interpreta un personaggio di nome Lewis Medlock. Ben presto divenne un sex symbol, anche per i suoi baffi. Sempre nel 1972, andando contro i tabù, posò nudo per la rivista Cosmopolitan. In seguito si pentì della decisione e secondo quanto scrive la CNN, lo status di sex symbol distrasse l'attenzione da "Deliverance" impedendo che il film vincesse l'Oscar.

La candidatura all'Oscar come miglior attore non protagonista venne tuttavia con "Boogie Nights - L'altra Hollywood" (1997). Sempre secondo quanto scrive CNN, Burt Reynolds disse no anche a ruoli importanti come come quello di James Bond oppure Rocky nel 1977 o ancora per il ruolo di Ian Solo in Guerre stellari.

Era anche stato preso in considerazione nel 1968 per interpretare l'horror "Rosemary's Baby" (Nastro rosso a New York), e nel 1983 per il ruolo di Garreth in "Voglia di tenerezza", andato a Jack Nicholson. Anche in questi casi si pentì. "Accettavo le parti più divertenti - disse in un'intervista - non quelle più impegnative".

 

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