11 Agosto 2020
Magazine di Musica e Spettacolo
Mercoledì, 22 Aprile 2020 09:08

Il litigio tra Metallica da cui nacquero i Megadeth

Il litigio tra Metallica da cui nacquero i Megadeth
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L'autore Salvatore Leo


Erano i primi anni 80: i sintetizzatori la facevano da padrone nel mainstream musicale, con il dominio incontrastato dei Depeche Mode. Nei Duran Duran era appena entrato Simon LeBon e si preparava il duello con gli Spandau Ballet.

Nel mentre, in California, gruppi di capelloni devoti alle chitarre distorte scrivevano pagine di storia dell’Heavy Metal, seguendo la strada tracciata dagli inglesi Iron Maiden, Black Sabbath e Motörhead.

In quegli anni, tra Los Angeles e San Francisco, si fondavano le band protagoniste dell’ondata di heavy metal che avrebbe travolto il mercato musicale negli anni a seguire. Tra queste c’erano i Metallica, che nel 1982 si presentavano con questa formazione: i fondatori James Hetfield alla chitarra ritmica e Lars Ulrich alla batteria, Ron McGovney al basso e Dave Mustaine alla chitarra solista.

Il gruppo prometteva bene e aveva ambizioni serie, raccogliendo grandi apprezzamenti tra il pubblico. Al suo interno, però, non tutto filava liscio: McGovney non si sentiva rispettato dagli altri componenti e di lì a poco se ne sarebbe andato, ma il vero problema erano gli atteggiamenti di Dave Mustaine, che creavano scompiglio nella band, soprattutto quando ci dava un po’ troppo dentro con l’alcool.

Un giorno Mustaine portò i suoi cani, due cuccioli di pitbull, alle prove del gruppo: uno dei due saltò sulla macchina di McGovney e si dice l’avesse rovinata con un morso o con le unghie. Fu la goccia che fece traboccare il vaso: James Hetfield spinse via il cane con un calcio, Dave reagì e lo fece volare con un pugno.

Ciò che accadde in realtà non fu mai chiarissimo: un’altra versione riporta esattamente il contrario, e cioè che fu Mustaine a prendere a calci il cane di Hetfield.

Fatto sta che da quel momento i Metallica decisero di farla finita con Mustaine, e iniziarono a guardarsi intorno per trovare altre soluzioni. Nel frattempo erano costretti a mantenere Dave nel gruppo: l’8-9 aprile di quell’anno erano previste due date a New York e non c’era il tempo di trovare dei sostituti. Nel mentre, Cliff Burton aveva appena preso il posto di McGovney al basso, preparandosi a dare il suo grandissimo contributo al futuro glorioso dei Metallica.

Il viaggio coast to coast, in furgone da San Francisco a New York, fu un incubo: Dave era irritante, beveva in continuazione e non riusciva a controllarsi, mettendo in imbarazzo gli altri membri della band.

Racconta Jon Zazula, primo produttore dei Metallica: “Il problema era che loro facevano sul serio: il gruppo aveva bisogno di una persona affidabile, che stesse ferma al suo posto a fare quello che c’era da fare”. E questa persona non era certo Dave Mustaine.

Giunti a New York fecero i concerti previsti. Il lunedì successivo il gruppo era ancora a New York e quel giorno Dave fu messo alla porta, come racconta Joel McIver nel libro “Justice for all. La verità sui Metallica” ed. Arcana, 2010. “Mustaine trovò le sue valigie fatte e i compagni che lo fissavano scuri in volto. James annunciò che era fuori dalla band […]. Gli avevano prenotato un posto su un Greyhound che sarebbe partito un’ora dopo”.

La storia dirà che con l’uscita di Mustaine e il successivo ingresso di Kirk Hammet, i Metallica faranno molta strada.

Dave trovò il modo di canalizzare la sua rabbia fondando i Megadeth, con i quali ottenne un grandissimo successo, solo di poco inferiore a quello ottenuto dai suoi ex compagni Hetfield e Ulrich.

Nonostante tutto, Mustaine non digerì mai l’espulsione dai Metallica: per anni il suo ufficio stampa raccomandava ai giornalisti di evitare qualunque domanda sull’episodio.

Venti anni dopo, in un video documentario sulla band, vi fu una sorta di chiarimento tra Mustaine e  Lars Ulrich, in cui Dave si lamentava di non aver ricevuto dai suoi ex compagni una seconda possibilità, e questo per lui fu una grande delusione.

Ma forse è stato meglio così, diciamo noi a posteriori: due grandi band è meglio di una. Senza quell’espulsione non avremmo avuto album come “Peace Sells, but who’s buying?”, “Rust in peace”, “Countdown to extinction”, che consentiranno ai Megadeth di entrare a far parte dei Big Four, le quattro band più rappresentative dell’heavy metal mondiale, assieme agli stessi Metallica, agli Slayer ed agli Anthrax.

(nella foto: Dave Mustaine con i Megadeth al Gods of Metal 2007 - Idroscalo di Milano)

 

      Salvatore Leo - Ondamusicale

 

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