Pubblicata nel 1974, l’omonimo album di debutto dei Trettioåriga Kriget rappresenta una pietra miliare non solo per la band, ma per l’intera storia del rock progressivo scandinavo.
Questa opera, il cui nome in svedese significa “Guerra dei Trent’anni“, ha gettato le fondamenta per un sound che decenni dopo avrebbe influenzato gruppi del calibro di Opeth, Anekdoten e Änglagård. La storia dei Trettioåriga Kriget è un viaggio attraverso decenni di musica, fatto di cambi di formazione, scioglimenti e ritorni trionfali, sempre all’insegna di una creatività inesauribile e di un sound inconfondibile.
Origini e significato del nome
La band nasce nel 1970 a Saltsjöbaden, una località balneare a sud di Stoccolma, dall’incontro di alcuni compagni di liceo: Stefan Fredin (basso), Olle Thörnvall (armonica a bocca) e Pocke Öhrström (chitarra) . Presto si uniscono altri musicisti, formando un sestetto iniziale che includeva addirittura due batteristi. Il nome curioso e potente, “Trettioåriga Kriget“, nasce proprio sui banchi di scuola: durante una lezione di storia sulla Guerra dei Trent’anni, Fredin e Öhrström rimasero colpiti da quel nome, trovandolo perfetto per la band perché “suonava potente e svedese” .
Nei primi anni di vita, la formazione subisce diversi cambiamenti. Tra il 1971 e il 1972 entrano in pianta stabile elementi fondamentali come il cantante e chitarrista Robert Zima e il chitarrista solista Christer Åkerberg, mentre Thörnvall abbandona l’armonica per dedicarsi esclusivamente alla scrittura dei testi . Questa diventa la formazione classica che, nel 1974, ottiene un contratto con la major CBS Records e pubblica l’album di debutto.

Il successo di Trettioåriga Kriget e Krigssång
L’album d’esordio, intitolato semplicemente “Trettioåriga Kriget” (1974), fu un fulmine a ciel sereno. In un panorama musicale svedese dominato da sonorità diverse, il disco si presentò con un sound potente e originale, spesso considerato dalla critica come il primo album heavy rock svedese della storia . La musica dei Trettioåriga Kriget era un mix affascinante di rock progressivo, art rock e hard rock, con lunghi passaggi strumentali, cambi di tempo complessi e un uso sapiente di mellotron, organo e pianoforte .
Il disco di debutto contiene brani che sarebbero diventati dei classici per gli appassionati del genere. Tracce come l’energica “Kaledoniska Orogenesen” e la complessa “Mina Löjen” mostrano tutta la bravura dei singoli musicisti: il basso di Fredin, spesso paragonato a quello di Chris Squire degli Yes per il suo suono pieno e protagonista, la chitarra di Åkerberg che si muove tra riff potenti e assoli ispirati, e la batteria dinamica di Dag Lundquist .
Il successo fu tale che la band intraprese un’intensa attività live, con tour in tutta la Svezia e numerose apparizioni radiofoniche. Il secondo album, “Krigssång” (1975), è considerato da molti il loro capolavoro assoluto. L’intera seconda facciata del vinile è dedicata alla suite “Krigssång 2” , un lungo e articolato brano che mette in luce la loro vena più progressiva e ambiziosa . La loro fama varcò i confini nazionali: nell’ottobre del 1976 intrapresero un tour inglese, e l’importante rivista Melody Maker li inserì tra le band più promettenti per il 1977, parlando di “canzoni intense e coinvolgenti” e di una “potenza musicale tremenda” .
L’evoluzione del sound e lo scioglimento
Nonostante i riconoscimenti internazionali, in Svezia la CBS non rinnovò il contratto. La band firmò allora per l’etichetta indipendente Mistlur Records, con cui pubblicò “Hej på er” (1978). L’album, registrato nella loro sala prove “Grunden“, vedeva l’ingresso ufficiale del tastierista e sassofonista Mats Lindberg, che arricchì ulteriormente la tavolozza sonora del gruppo . Il disco rappresentò un parziale cambio di rotta verso canzoni dalla struttura più semplice e divenne il loro maggior successo commerciale fino a quel momento.
L’album successivo, “Mot alla odds” (1979), è spesso considerato il meno riuscito del loro catalogo. Poco dopo la sua pubblicazione, il cantante Robert Zima lasciò la band, con le parti vocali che passarono al bassista Stefan Fredin . Nel 1980 la band suonò al leggendario Roskilde Festival in Danimarca e continuò a fare tour, ma le energie sembravano esaurirsi. Nel 1981, con il nome abbreviato in “Kriget”, pubblicarono l’album omonimo, dopodiché la band decise di sciogliersi dopo sette anni di intensa attività e cinque album all’attivo.
Il ritorno e la nuova vita
Come molte band leggendarie, anche i Trettioåriga Kriget conobbero una seconda giovinezza. Dopo brevi reunion nel 1992 e nel 1996, il vero ritorno avvenne nel 2003, con la formazione classica al completo: Fredin, Lundquist, Zima, Åkerberg e Lindberg . Da allora, la band ha intrapreso una prolifica seconda carriera, pubblicando una serie di album acclamati dalla critica.
Nel 2004 esce “Elden av år” , accolto come uno dei migliori album di reunion mai realizzati . A questo seguono “I början och slutet” (2007), “Efter efter” (2011) e, nel 2016, la loro prima opera interamente in inglese, “Seaside Air” , che vede un maggiore equilibrio tra le voci dei tre cantanti della band (Zima, Fredin e Lundquist) .
La nuova vita della band è stata accompagnata da un’intensa attività live che li ha portati in tutto il mondo, dal ProgDay Festival negli Stati Uniti al Baja Prog Festival in Messico, passando per tour in Giappone, Brasile e Italia. Nel 2008 hanno pubblicato il loro primo album dal vivo, il doppio “War Years” , che copre l’intera carriera, dalle prime esibizioni del 1971 fino ai concerti del 2007 .
Impatto culturale e musicale
L’impatto dei Trettioåriga Kriget sulla musica svedese e non solo è stato profondo e duraturo. I loro primi due album, in particolare, sono considerati opere seminali che hanno gettato le basi per la scena progressive rock svedese degli anni ’90 . Band come Anekdoten, Opeth e Änglagård li hanno più volte citati come una delle loro principali fonti di ispirazione .
Dal punto di vista musicale, la loro eredità risiede nella capacità di fondere la potenza dell’hard rock con la complessità e le atmosfere del rock progressivo, il tutto condito da un inconfondibile tocco nordico. L’uso del mellotron, le linee di basso elaborate, la chitarra incisiva e la voce particolare di Robert Zima hanno creato un marchio di fabbrica unico e immediatamente riconoscibile.
Formazione dei Trettioåriga Kriget (periodo classico e reunion)
- Stefan Fredin – basso, voce
- Dag Lundquist – batteria
- Robert Zima – voce, chitarra
- Christer Åkerberg – chitarra
- Mats Lindberg – tastiere, sassofono
- Olle Thörnvall – armonica a bocca (fino al 1972), paroliere
Alcune curiosità
- Il primo batterista Johan Gullberg, dopo aver lasciato il gruppo, ha disegnato molte delle copertine dei loro album .
- La band aveva una sala prove soprannominata “Grunden”, un vecchio locale notturno sotterraneo dove registrarono diversi album .
- Nel 2004 hanno pubblicato “Glorious War”, un album contenente registrazioni inedite del 1970-1971, ovvero i primi demo della formazione originale .
- Nel 2011, per la prima volta, hanno eseguito dal vivo l’intero album di debutto del 1974 .
Oggi, i Trettioåriga Kriget sono universalmente riconosciuti come una delle più importanti band progressive rock della Scandinavia, un gruppo che ha saputo coniugare l’energia del rock con la raffinatezza del prog, creando un suono che continua a ispirare nuove generazioni di musicisti e ad emozionare gli ascoltatori di tutto il mondo.








