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Intervista a Miky Falcicchio: manager, vocalist e marito della cantante Haiducii

Miky Falcicchio

Miky Falcicchio da Mister Italia 2010 al Battiti Live 2026 di Haiducii

Miky Falcicchio è un professionista che ha costruito la propria esperienza attraversando mondi diversi: dalla moda alla televisione, dalla radio al settore degli eventi, fino al management e alla produzione artistica. Nel 2010 la conquista del titolo di Mister Italia ha rappresentato un momento importante della sua carriera, ma soprattutto la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro.

Oggi Falcicchio è manager di Haiducii, artista internazionale conosciuta in tutto il mondo per il successo planetario di Dragostea Din Tei, ma anche suo marito e compagno di viaggio professionale. Negli ultimi tempi ha inoltre intrapreso una nuova esperienza come vocalist, portando sul palco una competenza maturata negli anni e una particolare capacità di interazione con il pubblico. In questa intervista racconta il suo percorso, il rapporto con Haiducii e con Paula Mitrache, l’esperienza del tour 2026, il ritorno sul palco di Tim Summer Hits – Battiti Live e i progetti internazionali che attendono l’artista.

Nel 2010 hai conquistato il titolo di Mister Italia. Quanto ha cambiato la tua vita quell’esperienza e cosa resta oggi di quel ragazzo che si affacciava al mondo dello spettacolo?

In realtà più che un cambio vita, la vittoria del titolo di Mister Italia 2010 fu la fine di qualcosa e l’inizio di qualcos’altro. Quel titolo chiudeva nel migliore dei modi una vita passata tra sfilate e passerelle, lasciando spazio ad una di manager e talent scout.

Dalla moda e dalla televisione al management: come è nato il tuo percorso professionale dietro le quinte e cosa significa oggi occuparsi della carriera di un’artista internazionale come Haiducii?

Sono carriere ed esperienze diverse, ma sono state determinanti e complementari per ciò che faccio oggi. Oggi mi occupo di gestione, strategia, logistica e promozione artistica, dunque ho fatto miei tutti i successi e gli insuccessi vissuti sulla mia pelle, grazie ai quali ho potuto gestire e rilanciare (non che avesse bisogno di me) un’artista internazionale come Haiducii con una hit, Dragostea Din Tei, evergreen intergenerazionale conosciuta in ogni angolo del mondo, dai primi anni 2000 ad oggi.

Negli ultimi tempi ti stai affermando anche come vocalist: com’è nata questa nuova esperienza e cosa ti affascina maggiormente del rapporto diretto con il pubblico durante una serata o un live?

Interessante questa domanda 🙂 Partiamo dal presupposto che nel mio passato, tra le varie esperienze che mi hanno formato maggiormente ci sono quelle in radio e nel settore turistico come animatore, non ero nemmeno maggiorenne, ma è stato proprio quel periodo a fornirmi i primi strumenti. L’idea di sostenere e supportare Haiducii anche sul palco, durante i live, è stata la conseguenza di un cambio di mercato e di esigenza nella struttura di un live. Oggi chi viene ad ascoltarti in piazza o in un locale desidera partecipare ed essere protagonista di quel momento, non solo più spettatore. Da lì nasce l’idea di trasformare un semplice Live Show in un’esperienza da condividere, guidando il pubblico in uno show dinamico ed energico, come la forza travolgente di Haiducii.

Essere manager e, allo stesso tempo, vocalist significa vivere la musica da due prospettive diverse. Quanto queste due attività si influenzano reciprocamente e quanto è importante oggi saper comunicare con il pubblico oltre che organizzare e promuovere un progetto artistico?

In realtà sono due attività che potrebbero addirittura amplificare la visione di un progetto, in quanto la velocità di un cambiamento (fisiologico) di un settore può essere testata direttamente sul palco ed eventualmente cambiare istantaneamente una determinata direzione. La promozione e il marketing di un progetto sono fondamentali per la crescita e la stabilità in un mondo affollato e in continua evoluzione come quello degli eventi. Bisogna leggere il cambiamento prima che avvenga.

Il tuo rapporto con Haiducii è anche un rapporto di coppia. Quanto è difficile, oppure quanto è stimolante, riuscire a separare la vita professionale da quella privata quando si condividono lavoro, passioni e progetti?

In realtà è una domanda che merita diverse risposte, ma servirebbe diverso spazio. In realtà non è né facile, ma nemmeno difficile! Bisogna solo trovare la giusta condivisione di un progetto in prospettiva e in ottica futura, ma soprattutto lasciare fuori dalla porta di casa problemi o fatti spiacevoli che possono accadere durante una tournée. È necessario credere in un progetto e in una strategia funzionale alla crescita e allo sviluppo di un’idea fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Il vostro matrimonio ha aggiunto una nuova dimensione alla vostra storia: che cosa significa per te essere oggi il marito di Haiducii, oltre che il suo manager e il suo compagno di viaggio professionale?

È impegnativo 🙂 A parte gli scherzi, essere marito, manager e compagno di palco è straordinario, perché è proprio rimanendo al suo fianco durante i suoi live show che si può capire quanto la gente, un pubblico variegato e trasversale, sia legato a un brano iconico come Dragostea Din Tei e innamorato di un’artista piena di energia, ormai marchio di fabbrica dei suoi show. Ma anche di una donna buona, generosa e sempre positiva.

Haiducii continua a essere legata a un brano iconico come “Dragostea Din Tei”, ma sta portando avanti un percorso artistico che guarda anche al presente e al futuro. Quali sono, secondo te, gli aspetti meno conosciuti della donna e dell’artista Paula Mitrache che il pubblico dovrebbe scoprire?

Haiducii o Paula Mitrache ha tante sfumature che non si conoscono, ma se ci parli una sola volta, puoi percepirle. È una donna generosa e disponibile, sempre pronta ad aiutare il prossimo, anche quando nessuno glielo chiede e spesso si ritrova a vivere situazioni poco piacevoli perché quando c’è da dare una mano non si chiede se sia giusto o sbagliato o se quella cosa potrebbe in qualche modo muoverla: aiuta e basta. Perché per lei è più importante esserci concretamente che calcolare qualcosa.

Ama gli animali al punto che spesso ci ritroviamo a gestire situazioni che farebbero fatica anche associazioni più strutturate, ma il suo motto è: «Nessuna persona, animale o essere vivente deve rimanere indietro». E potrei andare all’infinito, ma posso chiudere con la sua splendida aura: uno spirito libero, puro e sincero.

Il 2026 è un anno particolarmente intenso per Haiducii, impegnata con il suo tour estivo e numerosi appuntamenti live. Come state vivendo questa fase della sua carriera e quali sono le tappe o i momenti che ricordi con maggiore emozione?

Indubbiamente è stato un tour pazzesco quello in dirittura di arrivo, ma il ricordo più bello dell’estate 2026 che porteremo a casa è il ritorno sul palco del TIM Summer Hits – Battiti Live su Canale 5. È stato bello ritornare su un palco come quello di Battiti Live e riabbracciare un sacco di amici e persone straordinarie.

Guardando al futuro, quali sono i prossimi progetti di Haiducii?

Sicuramente ci sarà una scaletta e un live show totalmente rinnovato, ancora più energico e travolgente. Stiamo lavorando ad un Tour Internazionale con una serie di tappe che toccheranno prevalentemente Germania, Francia e Spagna e poi tanta TV e un paio di nuove uscite.

E per quanto ti riguarda, qual è il prossimo sogno professionale che vorresti realizzare come manager, vocalist e artista?

Una domanda alla quale non saprei risponderti perché nella mia struttura mentale c’è sempre stato l’obiettivo di riuscire a realizzare e concretizzare le mete e i sogni degli altri, ma probabilmente il mio sogno professionale resterà sempre quello di riuscire a realizzare il prossimo sogno o meta di qualcun altro.

— Onda Musicale

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