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Beatle per un giorno: quando hai davanti l’occasione della vita ma il destino decide diversamente

Oltre ai quattro Beatles ufficiali vi sono stati altri musicisti che hanno fatto brevemente parte della storia e della fortuna della più celebre band pop

Qualcuno ha lasciato il gruppo volontariamente, qualcun altro vi è stato cacciato. C’è inoltre chi sapeva da subito che la sua collaborazione con i Beatles sarebbe stata a tempo. Un breve elenco di “quinti Beatle” diventati in fretta “ex Beatle” racconta le storie dei musicisti che sono stati a un passo dalla celebrità universale, ma il destino ha scelto per loro altre strade.

Pete Best

Primo batterista stabile del gruppo, entrò in formazione il 12 agosto del 1960 in vista della tournée dei Beatles in Germania. Già membro dei Blackjacks, Pete godeva di una certa fama a Liverpool, che lo portò a non volersi conformare all’estetica del resto della band. Ad Amburgo Best sviluppò un suo personale stile strumentale che gli procurò il soprannome di “Atom Beat”. Il 6 giugno del 1962 i Beatles effettuarono un provino presso gli studi di registrazione della EMI, ove il produttore George Martin individuò in Pete l’anello debole del gruppo e volle la sua sostituzione. Il 16 agosto dello stesso anno il batterista venne licenziato e sostituito da Ringo Starr. Pete Best fu un Beatle per 735 giorni.

Stuart Sutcliffe

Compagno di accademia di John Lennon, fu da questo convinto ad acquistare un basso con i soldi ricavati dalla vendita di un suo dipinto. I Beatles all’epoca non avevano un bassista, in quanto Paul McCartney suonava la chitarra, e Stuart Sutcliffe sembrava loro un perfetto nuovo acquisto. Il ragazzo era rinomato come pittore ma purtroppo non sapeva suonare, e nonostante l’impegno non imparò mai a padroneggiare lo strumento. La band era agli esordi, pertanto questo non costituì un problema insormontabile. Il 16 agosto del 1960 i Beatles (nella formazione Lennon, McCartney, Harrison, Best, Sutcliffe – vedi foto in alto) sbarcarono ad Amburgo per tenere una lunga serie di concerti nei locali della città.

Tra la fine di novembre e l’inizio del dicembre 1960 i membri della band furono estradati a causa dei cattivi rapporti con il proprietario di un club, che gestiva i loro ingaggi ad Amburgo; Stuart, che in quei giorni era ammalato, tornò a Liverpool solo nel gennaio del 1961. Risolti i problemi giudiziari, i Beatles si ripresentarono in Germania dal 27 marzo al 2 luglio 1961. Alla fine della residenza Stu decise di abbandonare il gruppo per rimanere ad Amburgo e stare assieme alla sua compagna Astrid Kirchherr. Purtroppo Sutcliffe morì il 10 aprile del 1962 a causa di un’emorragia cerebrale; fu un Beatle per 321 giorni.

Billy Preston

Polistrumentista americano, dedito principalmente alla tastiera, a soli undici anni si esibì in televisione cantando e suonando l’organo con Nat King Cole. Nel 1962 iniziò a suonare l’organo nei concerti di Little Richard e in occasione di un tour britannico conobbe i Beatles, diventando amico soprattutto di George Harrison. Questi lo chiamò nel gennaio del 1969 per unirsi al gruppo nelle registrazioni dell’album Let It Be, anche per riportare un po’ di armonia all’interno della band in cui i rapporti tra i musicisti si erano fatti tesi.

Billy Preston suonò il pianoforte elettrico e l’organo Hammond nei brani Get Back, I got a feeling, Dig It, One After 909 e Don’t let me down. Rimase con la band anche durante le incisioni di Something e I Want You (She’s So Heavy) che finirono nell’album Abbey Road. Il polistrumentista è l’unico a essere stato accreditato assieme alla band di Liverpool in un loro disco: Get Back presenta infatti la dicitura “The Beatles with Billy Preston”. Dopo questa esperienza il musicista suonò anche negli album solisti di Harrison, Lennon e Starr. Preston fece parte del gruppo dal 22 gennaio al 2 maggio del 1969 per un totale di 101 giorni, ma il suo apporto fu fondamentale.

I Beatles con Billy Preston

Chas Newby

Nel dicembre del 1960, da poco rientrati da Amburgo, i Beatles si ritrovarono nuovamente senza un bassista perché Stuart Sutcliffe era rimasto nella città tedesca in quanto ammalato. Al suo posto venne preso Chas Newby, ex compagno di band di Pete Best, che suonò con loro dal 17 al 31 dicembre del 1960 per un totale di quattro concerti in 15 giorni.

James Nicol

Il 3 giugno del 1964, alla vigilia di un tour mondiale, Ringo Starr si ammalò a causa di una tonsillite. Il manager Brian Epstein lo fece sostituire dal londinese James Nicol, che già aveva fatto parte di molte band in qualità di batterista. Nicol suonava bene e fece parte dei Beatles dal 4 giugno (concerto a Copenhagen) al 13 giugno del 1964 (Adelaide); il giorno seguente Ringo tornò nel gruppo. Nicol se ne andò senza salutare il resto della band che stava dormendo. In seguito dichiarò che durante il viaggio di ritorno in aereo si fosse sentito come un bambino rifiutato dalla famiglia adottiva. Nicol fu un Beatle per soli 10 giorni e passò il resto della vita a rimpiangerli.

I Beatles con James Nicol

Andy White

Nel settembre del 1962, alla vigilia della prima incisione dei Beatles, George Martin era di nuovo indeciso tra Pete Best e Ringo Starr. Ron Richards, l’assistente del produttore, propose alla band di registrare Love Me Do e P.S. I Love You con alla batteria il turnista Andy White; la session si tenne l’11 settembre del 1962. Se in Gran Bretagna Love Me Do venne pubblicata con Starr alla batteria, il singolo uscì negli USA nella versione con White alla batteria e Ringo al tamburello, la stessa che poi finì nell’album Please Please Me. Andy White fu un Beatle per un solo, unico e irripetibile giorno.

Merita inoltre una segnalazione Eric Clapton, che su richiesta di George Harrison partecipò alla sessione di incisione di While My Guitar Gently Weeps il 6 settembre del 1968. Il chitarrista dei Cream suonò l’assolo del pezzo, che viene definito dalla critica “monumentale”. Clapton, pur avendo lavorato con il gruppo quel giorno, non pensò mai di essere stato incluso nella band.

In conclusione, se prendiamo i quattro i Beatles effettivi e quelli che hanno fatto parte del gruppo solo temporaneamente, e per ognuno di loro consideriamo solo lo strumento principale, ricaviamo che la band è stata composta da un pianista, un chitarrista d’accompagnamento, due solisti, tre bassisti e ben quattro batteristi.

— Onda Musicale

Tags: The Beatles
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