Come tre ragazzi di Aberdeen, nello stato di Washington, hanno scritto l’inno di una generazione che non voleva averne uno.
Nel 1991 il rock sembrava aver detto tutto. Le classifiche erano dominate dall’hair metal, dai capelli cotonati e dai ritornelli a presa rapida, mentre dal Nord-Ovest degli Stati Uniti, tra pioggia, boschi e dischi autoprodotti, stava arrivando qualcosa che nessuno aveva visto arrivare. Quel qualcosa aveva la forma di un riff di quattro accordi.
La canzone pop definitiva
La storia di Smells Like Teen Spirit comincia con un’ambizione che Kurt Cobain non nascondeva: scrivere “la canzone pop definitiva”. Non era un gesto di resa, ma una dichiarazione di intenti. Cobain amava i Pixies, e della band di Boston prendeva soprattutto l’idea di alternare strofe sommesse e ritornelli esplosivi, il celebre gioco di quieto e forte. Lo ammise senza imbarazzo: stava sostanzialmente imitandoli.
C’è anche chi ha notato che il giro di chitarra somiglia a quello di More Than a Feeling dei Boston, del 1976. Non è identico, ma la somiglianza era evidente anche alla band, che a volte suonava un frammento di quel brano come introduzione.
“Load up on guns, bring your friends
It’s fun to lose and to pretend
She’s over-bored, and self-assured
Oh no, I know a dirty word”
Tre ragazzi e un riff
Il pezzo nasce nelle settimane che precedono le sessioni di Nevermind, quando i Nirvana avevano già alle spalle il disco d’esordio Bleach e una formazione finalmente stabile. Dave Grohl era arrivato alla batteria nel 1990, e il suo drumming, potente e quasi danzante, si ispirava anche ai ritmi disco della Gap Band. È l’unico brano dell’album accreditato a tutti e tre i membri.
Il debutto dal vivo avviene il 17 aprile 1991 all’OK Hotel di Seattle, di fronte a un pubblico che non sapeva ancora di assistere alla nascita di un classico.
Un titolo nato su un muro
Poi c’è il titolo, una delle storie più curiose del rock. A coniare la frase è Kathleen Hanna, cantante delle Bikini Kill, figura centrale del movimento riot grrrl. Dopo una serata trascorsa insieme alla sua amica Tobi Vail, scrisse col pennarello sul muro di Cobain: “Kurt smells like Teen Spirit”. Voleva fare una battuta sul profumo che lui indossava: Teen Spirit era in realtà un deodorante per ragazze.
Cobain, a quanto raccontò, lo scoprì solo mesi dopo l’uscita del disco. Nel momento in cui lesse la frase sul muro la prese per uno slogan rivoluzionario, e la trasformò in un manifesto involontario.
“With the lights out, it’s less dangerous
Here we are now, entertain us
I feel stupid and contagious
Here we are now, entertain us
A mulatto, an albino
A mosquito, my libido”
Sound City, tre take e un disco
Le registrazioni si svolgono a maggio del 1991 al Sound City Studios di Van Nuys, in California, con il produttore Butch Vig. La traccia base viene incisa in tre take, e alla fine si sceglie la seconda. Il disco viene poi mixato da Andy Wallace.
Il pezzo esce alla radio il 27 agosto e come singolo il 10 settembre, anticipando di due settimane l’album, che arriva nei negozi il 24 settembre. Nessuno, nemmeno l’etichetta DGC, si aspettava un’esplosione del genere: le previsioni parlavano di un disco di culto, da vendere poche centinaia di migliaia di copie.
Il video che cambia tutto
A fare la differenza è il video. Girato il 17 agosto 1991 al GMT Studios di Culver City dal regista esordiente Samuel Bayer, ricostruisce un pep rally in una palestra di liceo, con cheerleader vestite di nero e un finale in cui il pubblico invade la scena e la festa si trasforma in caos. Il budget non superava i 50.000 dollari.
Cobain non amava la prima versione montata da Bayer e volle intervenire personalmente su un nuovo montaggio. Il video debutta il 29 settembre su 120 Minutes di MTV, poi entra in rotazione quotidiana, e da lì in poi non esce più dagli schermi.
I numeri di un’esplosione
I numeri raccontano il resto. A gennaio del 1992 Nevermind scalza Dangerous di Michael Jackson dal primo posto della classifica degli album americani, mentre il singolo arriva al sesto posto della Hot 100 e al primo della classifica alternative. In Regno Unito si ferma al settimo posto, ma è numero uno in Belgio, Francia, Nuova Zelanda e Spagna. Nel mondo supera i tredici milioni di copie.
Agli MTV Video Music Awards del 1992 vince come miglior nuovo artista e miglior gruppo alternativo, ed è candidato ai Grammy, dove non vince. Nel 2017 entra nella Grammy Hall of Fame, e nel 2021 Rolling Stone lo mette al quinto posto tra le 500 più grandi canzoni di sempre.
Il peso del successo
Il paradosso è che l’autore ne soffrì. Nel 1994, pochi mesi prima di morire, Kurt Cobain disse che gli piaceva ancora suonarla, ma che era diventata quasi un imbarazzo, perché tutti guardavano solo quella e non il resto di ciò che la band aveva fatto. Nei concerti degli ultimi tempi i Nirvana la lasciavano spesso fuori dalla scaletta. È la storia di ogni grande canzone che diventa più grande di chi l’ha scritta: smette di appartenere all’autore e diventa di tutti.
Un’eredità che non invecchia
Oggi Smells Like Teen Spirit suona ancora come il momento in cui un’epoca ne ha salutato un’altra. Quei quattro accordi, il basso che apre il brano, la voce che passa dal sussurro all’urlo, sono il segno di una generazione che cercava un modo di essere arrabbiata senza prendersi sul serio. Per questo, a più di trent’anni di distanza, continua a funzionare: non offre risposte, ma dà a chi l’ascolta il permesso di non averne.
Scheda del brano
| Artista | Nirvana |
| Autori | Kurt Cobain, Krist Novoselic, Dave Grohl |
| Album | Nevermind (24 settembre 1991) |
| Singolo | 10 settembre 1991 (radio: 27 agosto) |
| Registrazione | Maggio 1991, Sound City Studios, Van Nuys (California) |
| Produzione / mix | Butch Vig / Andy Wallace |
| Etichetta | DGC Records |











