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The Cardigans: l’eleganza pop che sapeva anche graffiare

The Cardigans

Il nome The Cardigans, che in inglese indica il classico maglione di lana a bottoni, non nasconde alcuna metafora complessa: fu scelto, secondo quanto raccontato più volte dagli stessi membri, quasi per gioco, come simbolo di qualcosa di volutamente “démodé”, morbido e rassicurante, in netto contrasto con l’estetica aggressiva della scena musicale da cui provenivano.

Un piccolo atto di ribellione mascherato da understatement: chiamarsi come un capo d’abbigliamento casalingo, quasi da nonna, era un modo per prendere le distanze — con ironia — dal mondo del metal e dell’hardcore in cui diversi componenti della band avevano militato prima di fondare il gruppo. Un nome soffice per una musica che, dietro l’apparenza leggera, avrebbe rivelato ben presto unghie affilate.

Cinque musicisti, un’unica intesa

I Cardigans nascono nel 1992 a Jönköping, cittadina della Svezia meridionale, dall’incontro di cinque musicisti con percorsi sorprendentemente diversi da quello che il loro sound avrebbe fatto immaginare. Nina Persson, voce eterea e carismatica del gruppo, diventa fin da subito il volto della band; al suo fianco, il chitarrista e principale compositore Peter Svensson, autore di gran parte delle melodie che hanno reso celebre il gruppo nel mondo. Completano la formazione Magnus Sveningsson al basso, Lars-Olof Johansson alle tastiere e Bengt Lagerberg alla batteria, quest’ultimo proveniente insieme a Svensson proprio da precedenti esperienze in ambito metal e hardcore. Proprio da questo background “pesante” nasce, per contrasto, l’idea di sperimentare con sonorità completamente opposte: leggere, orecchiabili, quasi da salotto.

Un genere che gioca con gli opposti

Fin dagli esordi, la musica dei Cardigans si distingue per un’attitudine tutta scandinava a mescolare generi apparentemente inconciliabili. I primi album, su tutti “Life” del 1995 ed “Emmerdale“, affondano le radici nell’easy-listening e nel lounge-pop più raffinato, con arrangiamenti orchestrali, chitarre pulite e un’atmosfera vagamente retrò che richiama gli anni ’60. Ma è con “First Band on the Moon” del 1996, e in particolare con il singolo planetario “Lovefool”, che il gruppo raggiunge la notorietà internazionale, complice anche l’inserimento del brano nella colonna sonora di “Romeo + Juliet” di Baz Luhrmann. Dietro la leggerezza apparente di quel ritornello ossessivo si nasconde però un testo tutt’altro che spensierato, che parla di amore non corrisposto con un cinismo sottile — una costante che accompagnerà tutta la produzione della band. Negli anni successivi, con album come “Gran Turismo” del 1998, il sound si fa più cupo ed elettronico, influenzato dal trip-hop e dal rock alternativo, per poi virare verso atmosfere alt-country e folk-rock con “Long Gone Before Daylight” del 2003. Un percorso artistico tutt’altro che scontato, capace di sfuggire costantemente alle etichette.

La voce di Nina Persson, tra fragilità e ironia

Un capitolo a parte merita la voce di Nina Persson, capace di oscillare con naturalezza tra dolcezza infantile e una malinconia più adulta e disillusa, spesso al servizio di testi che raccontano delusioni sentimentali, solitudine e disincanto con un’ironia tagliente mascherata da candore. È proprio questo contrasto tra la superficie zuccherina delle melodie e la sostanza spesso amara dei testi ad aver reso la scrittura dei Cardigans così distintiva, e a spiegare perché la band sia stata spesso definita, a torto, “solo” un fenomeno pop, quando in realtà nascondeva una scrittura ben più stratificata.

Un’eredità sottovalutata

Nonostante il successo planetario di “Lovefool“, i Cardigans restano ancora oggi una delle band scandinave più sottovalutate dalla critica internazionale, capaci di aver influenzato una generazione di artisti pop ed electro-pop successivi con la loro capacità di rendere accessibile e orecchiabile una scrittura tutt’altro che banale. La loro storia dimostra come, a volte, dietro un nome morbido e rassicurante si possa nascondere una delle proposte artistiche più originali uscite dalla Scandinavia negli ultimi trent’anni.

Formazione

  • Nina Persson – voce, armonica a bocca
  • Peter Svensson – chitarra, cori
  • Magnus Sveningsson – basso, cori
  • Bengt Lagerberg – batteria, percussioni
  • Lars-Olof “Lasse” Johansson – tastiera, pianoforte, chitarra

Album

  • 1994 – Emmerdale
  • 1995 – Life
  • 1996 – First Band on the Moon
  • 1998 – Gran Turismo
  • 2003 – Long Gone Before Daylight
  • 2005 – Super Extra Gravity

— Onda Musicale

Tags: Pop
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