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Lara Letizia: “Odòs” un primo album per mettersi in cammino

Odòs

Quindici anni di ricerca personale e musicale confluiscono in “Odòs”, il primo album di Lara Letizia, pubblicato da Raphaels Entertainment

Un percorso che unisce generazioni e sensibilità artistiche, dando nuova voce agli otto brani scritti dal padre Umberto Raffaelli e trasformandoli in un racconto contemporaneo capace di attraversare rock, jazz, beat-pop, ballad acustiche e bossa nova senza perdere una propria identità. Il futuro, il presente… il bel canto di un’Italia del passato con “Odòs”.

Mi incuriosisce un video con A.I. per un disco così d’autore e pop… che scelta è stata?

La scelta di un video in A.I, è stata una scelta suggerita da mio fratello Luca, Attore e Regista, per rappresentare al meglio l’”Odós” e unire la musica, la mia vita, la mia passione principale e il mondo fantasy dei videogame, dei cartoni, dei manga e degli anime, mia altra grande passione. Infatti come rappresentare, al meglio, questi 15 anni, questo lungo viaggio se non cartoni alzarlo. È così che sono nati i video, ognuno ispirato ad un particolare genere di cartoonizzazione della realtà: infatti abbiamo “Ma Come Prima”, che con i suoi temi ed atmosfere buie, ci ha ispirato un video sullo stile dei videogiochi cyberpunk: altri pezzi più leggeri e spensierati che ci hanno ispirato cartoni stile New Age; altri cartoni con supereroi… Insomma, un “Odòs” nel mondo Fantasy.

Se non erro parli di un tempo di 15 anni in cui pensavi al disco o sbaglio? Che tempo è stato?

Un tempo lunghissimo di creazione, di cambiamento, di riflessione. Ho iniziato a fare l’album con lo spirito sognante dei ventenni, con tanti desideri e tanti sogni… L’ho finito ora, con qualche anno in più, con qualche esperienza in più e con una visione più disillusa della vita e del mondo della musica, che mi ha mostrato il suo vero volto: molti lungo la mia strada mi hanno millantato e promesso mari e monti, per poi rivelarsi degli emeriti nulla. Alla fine, purtroppo, raggiungi una consapevolezza che l’unica su cui puoi contare sei tu; tu e la tua famiglia, chiaramente…

Infatti, dove sono arrivata lo devo soprattutto alla mia testardaggine e al supporto dei miei familiari. Dove arriverò? Non so, perché è vero che si è più realisti e disillusi, ma ai sogni non bisogna rinunciare mai; ma so che, qualora ci arriverò, sarà principalmente grazie a me e alla mia famiglia che mi sta vicina.

Interpretare parole scritte da tuo padre significa inevitabilmente confrontarsi con una memoria affettiva. Hai mai sentito il bisogno di prendere le distanze da quei brani per riuscire davvero ad abitarli artisticamente?

Non ho avuto particolari problemi perché queste canzoni sono parte di me… Sono le canzoni che sentivo prima di addormentarmi, provenienti dalla sala musica di papà, che le cantava ogni sera in quel suo angolo di relax e divertimento. Quindi sono una mia parte intrinseca, sono entrate dentro di me e, quasi naturalmente, hanno trovato il modo di adattarsi al mio stile e al mio modo di interpretare la musica.

In questo album convivono generi molto diversi tra loro. Ti interessa l’idea che la varietà possa essere una forma di sincerità, il riflesso di una personalità che rifiuta di lasciarsi racchiudere in una sola definizione?

Con questa domanda hai fatto centro! Questo è l’Odòs; in viaggio esplorando e crescendo musicalmente e personalmente provando nuove “scarpe”, nuovi “vestiti”, ma sempre lasciandosi ispirare dalla semplicità e dalla sincerità che è racchiusa nell’anima di queste canzoni. Questo è il mio concetto di fare musica: non avere confini ed esplorare tutto ciò che mi piace e tutti i modi di farlo. Questa è per me la musica: la semplicità dell’arte bella in sé, senza vincoli, senza sottotesti, senza grandi messaggi… Musica bella perché sincera!

Questo disco è un disco che accarezza e si nutre di memoria. E di futuro? Esiste qualcosa in cantiere?

I progetti in cantiere sarebbero anche tantissimi… il problema è che questo mondo mondo, mondo che amo, purtroppo mi ha mostrato il suo lato peggiore: ricatti, compromessi, nullità celebrate e campioni messi in disparte. Ora vedo come va con questo album, poi… Comunque, se tale Stefano De Martino mi volesse per il prossimo Sanremo, chi sarei per dirgli di no?

— Onda Musicale

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