17 Dicembre 2018
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 19 Ottobre 2018 19:01

Un disco per il week end: "The Big Sound" di Ciosi

Un disco per il week end: "The Big Sound" di Ciosi
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L'autore Vanni Versini


Il blues, il folk, il bluegrass e simili sono tra i generi che hanno dato vita ai "moderni" rock, heavy metal e derivati. In questi generi "vige" l'uso di strumenti tradizionali come banjo, violino, mandolino, ma soprattutto la cara vecchia chitarra.

Tra gli eredi di questo tipo di musica non vi sono soltanto artisti americani, inglesi oppure irlandesi, ma anche italiani come il nostrano Francesco Franciosi noto più semplicemente come "Ciosi".

Un uomo ed una chitarra, nel suo specifico caso una splendida Santa Cruz modello 1934 D Mahogany, con un grande sound, ma forse è meglio dire "The Big Sound"! Andiamo a capire perché:

 

Nashville Blues: come si può aprire un album blues? Beh, una buona opzione è quella di ripescare un classico del bluegrass, questo reso famoso dal compianto Doc Watson, lasciando però che sia la voce e la chitarra di Ciosi a dettare le regoleVeloce e spedito come un treno a vapore che sfreccia tra le campagne americane, questa versione vi farà viaggiare indietro nel tempo e nello spazio.

Who Looks For Something: armonica a bocca e chitarra acustica si uniscono in una canzone che fa riflettere su quello che si trova mentre si sta cercando altro, "cercavo un lavoro ed ho trovato la mia chitarra", ma non è sempre una cosa negativa. Vagamente malinconica e tenera nei punti giusti, "but I found you again", vi farà ricordare il Bob Dylan dei tempi migliori.

Mediterranean's Shell: primo brano strumentale dell'album che parla del viaggio immaginario di una conchiglia in fondo al Mar Mediterraneo, ma il vero viaggio è quello tra le sonorità che Ciosi tesse con le dita sulla sua chitarra. Si passa infatti con disinvoltura da sonorità arabe, italiane, balcaniche, insomma mediterranee a testimonianza di come il medesimo mare lambisca civiltà e culture differenti ed uniche nel loro essere.

Dream Guitar: che cosa sarebbe un chitarrista senza la sua fidata compagna a sei corde? Ecco dunque una riproposizione di un brano strumentale, già presente nell'album "My First Time", dedicato alla Santa Cruz modello 1934 D Mahogany di Ciosi. Più che una semplice canzone direi che si tratta di una sorta di dichiarazione d'amore in, e per la, musica. Fantastico poi il lavoro al contrabbasso di Gianni Sabbioni che dà quel tocco jazz che non guasta mai.

Rolling In My Sweet Baby's Arms: l'influenza del chitarrista e mandolinista americano Lester Flatt, soprattutto con Earl Scruggs nei Foggy Mountain Boys, per il bluegrass è innegabile, ma soprattutto indimenticabile. È giusto dunque rendere tributo al mai dimenticato musicista del Tennessee con questa versione di un suo storico brano!

To David: un omaggio ad uno dei più grandi chitarristi acustici degli ultimi anni, David Grier, che Ciosi descrive così “con il suo stile unico e inimitabile fa volare il plettro da corda a corda in modo elegante e sublime”. Meglio di così che chiedere di più? Alzate il volume e lasciatevi trasportare dalle note!

My Grandfather: la saggezza e l'amore dei nostri nonni ci hanno lasciato grandissimi insegnamenti e bellissimi ricordi indelebili che formano le persone che siamo al giorno d'oggi. Ovviamente è così anche per Ciosi, che qui mi ricorda il Johnny Cash dei primi tempi, che vuole “dedicare questo brano a tutti gli appartenenti a quella splendida generazione dell'epoca”.

First Snow: delicate note acustiche si affollano nell'aria come i fiocchi della prima neve del titolo mentre gli occhi di noi stessi bambini scintillano per la meraviglia ed il riverbero della luca sulla bianca superficie. Una girandola di tenere note che fanno ricordare la spensieratezza, ma soprattutto la gioia di stupirsi per le piccole cose, tipica dell'infanzia.

Transatlantic: altro strumentale che, come il titolo, viaggia attraverso ritmi e sonorità diverse. Se avete letto il monologo teatrale di Alessandro Baricco Novecentooppure avete visto il film tratto da esso, La leggenda del pianista sull'oceano, allora capirete perfettamente le mie sensazioni riguardo a questo imperdibile pezzo.

Alabama Blues: si sa, l'America è la patria del blues e del bluegrass. Qui i due bluesmen nostrani, Ciosi e Lorenz Zadro, dedicano anima e corpo alla memoria del chitarrista J. B. Lenoir.

Silvia's Eyes: come il virtuoso italo americano Joe Satriani dedica un brano alla moglie Rubina in ogni suo disco, anche il nostrano Ciosi non è da meno. Questo spettacolare brano, dal sapore folk e spagnoleggiante, rappresenta appieno tutto l'amore che l'artista nutre per la sua dolce metà e per il figlio che ella ha donato alla coppia. Semplicemente toccante.

The Cyclone Of Rye Cove: si ritorna al “repertorio del padre del flatpicking Doc Watson che racconta del tornado che nel 1928 distrusse il paesino di Rye Cove in Virginia. Qui la voce e la chitarra dell'artista di tingono di un'ombra di malinconia e tristezza ricordando tutti i bambini che persero la vita in quello sfortunato giorno. Ascoltandolo sembra di essere lì, a pochi giorni della sciagura, mentre la notizia si diffonde in tutto il Paese da giornali e cantori nelle strade.

Cooley's Reel: distanziamoci brevemente dall'America per avventurarci nelle terre della verde Irlanda con questo pezzo tradizionale di quella fantastica terra!

Noir: brano conclusivo, anche questo strumentale, composto da Ciosi per un amico aspirante regista in Germania. L'amico ha chiesto infatti al chitarrista un brano da usare per un film di genere noir e, tra armonici e legati, io direi che l'impresa è riuscita perfettamente e voi?

 

In conclusione, che dire di questo disco? Un album che vi farà viaggiare tra le sonorità italiane ed estere, sempre con la fida chitarra e la voce di Ciosi in primo piano. Una vera e propria perla acustica del panorama musicale internazionale! Buon ascolto a tutti.

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

 

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