15 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Venerdì, 20 Luglio 2018 16:13

Recensione: “Rive Volume 1” di Fabio Curto

Recensione: “Rive Volume 1” di Fabio Curto
Stampa
Condividi questo articolo Facebook Twitter Google Plus
L'autore


Probabilmente il nome di Fabio Curto è già noto ai molti per aver vinto l'edizione del 2015 di The Voice of Italy” dove si è esibito in brani come “Hallelujah” di Leonard Cohen, “Father and Son” di Cat Stevens, e “Take Me to Church” di Hozier, ma non bisogna fermarsi qui.

È da poco uscito infatti il suo disco Rive Volume 1, diamoci un'occhiata:

Suona con me: atmosfere dark blues e dark country aprono le danze sostenute dal ritmato battito di mano, dal coro di voci sussurrate e dalle chitarre.

Prima acustiche e ricche di slide, poi più elettriche e blues! Il testo poi è poesia pura firmata Fabio Curto, “dove sei, dove sei, un treno perderai nella nebbia fragile”, la cui voce ricorda a tratti quella dello Zucchero dei tempi migliori mischiata con quella dell'imponente White Buffalo.

Mi sento in orbita: “tutto quello che voglio sei solo tu”, questo il succo di questa energica seconda traccia che quasi “cozza” con le atmosfere di prima. Particolarmente degno di nota lo stupend oassolo di chitarra che si erge sul ritornello e sulla voce femminile in stile gospel.

Neve al sole: qui si ritorna alle atmosfere iniziali, più intime ed introspettive, nonostante il ritmo sia incalzante facendoci tornare alla mente i Muse più riflessivi. “Lasciami stare qui con te come neve al sole perso tra gli occhi tuoi”.

Only You: le atmosfere si fanno più tristi ed eteree, anche se si avverte un pizzico di Lucio Battisti, mentre si ricorda un amore impossibile finito male. Nonostante sia stata un'esperienza dolorosa c'era comunque amore ed è anche difficile separarsi dal ricordo.

Un'ora fa: un motore di una macchina lanciata a mille verso una strada assolata e desertica occupa i primi secondi per poi essere sostituito da chitarre elettriche e blues che descrivono un viaggio in autostop con tanto di zaino in spalla.

Blueseggiante, scanzonata e corale vi farà schiacciare il tasto “Repeat” più volte ed il ritornello saprà catturarvi come non mai.

L'airone: poche note iniziali di pianoforte e voce eterea descrivono in maniera poetica e sentita la disgrazia della malattia alla quale segue il miracolo della vicinanza di qualcuno che, con la sua energia e la sua forza, fa diminuire il dolore anche solo sorridendo. Semplicemente poesia pura!

Fragile: il difficile, e delicato, tema dell'emarginazione sociale affrontato con poesia e sentimento.

Domenica: atmosfere acustiche e rilassanti, a tratti fanno ricordare melodie irlandesi unite ai Beatles di Norwegian Wood, cantano di quello strano giorno che è la domenica. Piena degli strascichi del sabato prima e delle varie feste. “Buonanotte allegria, buonanotte agli amori, buonanotte ai fratelli che dormono fuori”.

 

L'album si chiude poi in bellezza con ben due bonus tracks ovvero Alonee Via da qua, ma che cosa si può dire di questo disco? Eterogeneo, nostalgico, a tratti malinconico, fa subito capire come il cantautore calabrese Fabio Curto abbia veramente tratto ispirazione dalla migliore scuola straniera ed italiana ed abbia ancora tantissimo da dire. Spero presto di poter ascoltare del nuovo materiale, per il momento avanti così che va tutto bene!

 

Vanni Versini – Onda Musicale

 

(vv)

 

PAGINA FACEBOOK DI ONDA MUSICALE

Leggi altri articoli della rubrica "Recensioni e Interviste"