I King nacquero a Coventry (Inghilterra), nel 1983 dall’incontro tra Paul King (voce), Mick Roberts (tastiere), Tony Wall (basso) e Jim “Jock” Lantsbery (batteria). La band emerse dalla vivace scena musicale di Coventry, città che negli anni ’80 aveva già dato i natali a gruppi influenti come The Specials e The Selecter.
Prima di formare i King, Paul King aveva militato nei Raw Screens, una band punk locale. L’incontro con Mick Roberts, tastierista con una formazione classica e una passione per i sintetizzatori, fu determinante per definire il sound sofisticato che avrebbe caratterizzato i King. I due musicisti condividevano la visione di creare una musica pop elegante, melodica e ricca di arrangiamenti orchestrali, lontana dall’aggressività punk ma ugualmente energica.
Il nome “King” fu scelto per la sua semplicità ed efficacia
Contrariamente a molte band dell’epoca che optavano per nomi complessi o enigmatici, Paul King e i suoi compagni volevano qualcosa di diretto, memorabile e che trasmettesse un senso di autorità e regalità. Il nome rifletteva le loro ambizioni: non volevano essere una band qualunque, ma aspiravano a raggiungere la vetta delle classifiche.
La scelta si rivelò azzeccata anche dal punto di vista del marketing: “King” era facile da ricordare, funzionava in tutte le lingue e aveva una connotazione universalmente positiva.
Il loro genere musicale
I King sono classificati principalmente come una band new wave e synthpop, ma il loro sound incorporava elementi di diversi generi:
- Pop orchestrale: uso prominente di archi e arrangiamenti sofisticati
- Synthpop: sintetizzatori come elemento fondante del sound
- Blue-eyed soul: influenze soul e R&B nelle melodie vocali
- Pop dance: ritmi ballabili e produzione orientata alle piste da ballo
Ciò che distingueva i King da molte altre band synthpop dell’epoca era l’uso massiccio di strumenti orchestrali reali combinati con i sintetizzatori. Le loro produzioni erano lussureggianti, ricche di archi, fiati e percussioni elaborate, creando un sound cinematografico e grandioso. Le melodie erano romantiche ed emotive, con i testi di Paul King che esploravano temi d’amore, desiderio e aspirazione.
“Steps in Time” (1984)
Il debutto discografico dei King arrivò nel 1984 con l’album “Steps in Time“, prodotto da Richard James Burgess. L’album fu preceduto dal singolo “Love & Pride“, pubblicato nel novembre 1984, che divenne immediatamente un successo internazionale.
“Love & Pride” è un perfetto esempio del sound dei King: una melodia trascinante sostenuta da sintetizzatori pulsanti, archi orchestrali e la voce distintiva di Paul King. Il brano raggiunse la posizione numero 2 nella classifica britannica (bloccato dalla celebre “Do They Know It’s Christmas?” del supergruppo Band Aid) e ottenne un enorme successo in tutta Europa, particolarmente in Italia, Germania e Spagna, dove raggiunse le prime posizioni.
L’album “Steps in Time” conteneva altri singoli di successo:
- “Won’t You Hold My Hand Now”: secondo singolo estratto, con un sound ugualmente orchestrale e romantico
- “Alone Without You”: ballatona emotiva che consolidò la loro reputazione
- “The Taste of Your Tears”: ulteriore conferma del loro talento melodico
L’album vendette oltre un milione di copie in Europa e stabilì i King come una delle band pop più promettenti del momento. Il loro stile visivo era altrettanto distintivo: capelli cotonati, abbigliamento eccentrico e colorato, trucco marcato che li rendevano immediatamente riconoscibili nei video musicali che dominavano MTV.
Paul King, in particolare, divenne un’icona di stile dell’epoca new wave
Con i suoi capelli eretti in creste impossibili, giacche militari decorate, e un look androgino che sfidava le convenzioni, incarnava lo spirito visivamente espressivo degli anni ’80. Il cantante non aveva paura di sperimentare con il trucco e l’abbigliamento teatrale, influenzato da artisti come David Bowie e Adam Ant. I video musicali della band erano produzioni elaborate e colorate, perfette per l’era MTV. Il video di “Love & Pride“, con le sue scene romantiche e la cinematografia sofisticata, ricevette una rotazione costante sulle emittenti musicali di tutto il mondo.
Il secondo album: “Bitter Sweet” (1985)
Forte del successo di “Steps in Time“, i King pubblicarono rapidamente il loro secondo album, “Bitter Sweet“, nel 1985. Prodotto nuovamente da Richard James Burgess, l’album manteneva il sound orchestrale e romantico del debutto, ma mostrava una maggiore maturità compositiva.
I singoli estratti includevano:
- “Alone Without You”
- “Torture”
Tuttavia, “Bitter Sweet” non riuscì a replicare il successo commerciale del predecessore
Sebbene l’album vendesse discretamente in Europa, non produsse un singolo della portata di “Love & Pride“. Le classifiche britanniche, in particolare, si mostrarono meno ricettive, e la band cominciò a percepire la pressione dell’industria musicale e le aspettative di replicare il successo iniziale. La critica musicale fu generalmente positiva, riconoscendo la qualità delle composizioni e degli arrangiamenti, ma alcuni recensori notarono una certa ripetitività nel formato e accusarono la band di non evolversi sufficientemente rispetto al debutto.
Le tensioni interne e lo scioglimento
Il 1986 segnò l’inizio della fine per i King. Le tensioni interne, alimentate dalla pressione commerciale e dalle aspettative deluse, cominciarono a minare l’unità della band. C’erano divergenze creative tra Paul King, che voleva esplorare direzioni più sperimentali, e gli altri membri che preferivano consolidare il sound pop che li aveva resi famosi.
Anche i cambiamenti nel panorama musicale giocarono un ruolo. Nel 1986, il synthpop stava cedendo il passo a nuovi generi come l’house music e il rock alternativo. Le band new wave degli inizi degli anni ’80 stavano rapidamente diventando “datate“, e i King faticavano a rinnovare la propria immagine. Nel 1986, dopo appena tre anni di attività e due album, i King si sciolsero ufficialmente. La notizia sorprese molti fan, che vedevano nella band un potenziale ancora inesplorato.
Le carriere soliste e i progetti successivi
Dopo lo scioglimento dei King, Paul King intraprese una carriera come VJ (video jockey) per MTV Europe, diventando uno dei volti più riconoscibili dell’emittente negli anni ’90. Successivamente lavorò come presentatore televisivo per vari programmi musicali britannici e come talent scout e A&R per case discografiche.
Paul King lanciò anche una breve carriera solista, pubblicando alcuni singoli tra cui “I Know” (1987), ma senza ottenere il successo commerciale sperato. Negli anni seguenti si dedicò principalmente alla televisione e alla produzione musicale dietro le quinte.
Mick Roberts, il tastierista e co-compositore principale, continuò a lavorare nell’industria musicale come session musician e produttore, collaborando con vari artisti britannici. Gli altri membri della band mantennero profili più bassi, con Tony Wall e Jim Lantsbery che occasionalmente parteciparono a progetti musicali minori o si allontanarono completamente dall’industria.
I tentativi di reunion
Nel corso degli anni ci furono sporadici tentativi di riunire i King, ma nessuno si concretizzò in una reunion completa con registrazioni o tour ufficiali. Nel 2005, in occasione del ventennale di “Love & Pride“, ci furono discussioni per una possibile reunion, ma i piani non andarono oltre la fase di negoziazione.
Nel 2015, per il trentennale del loro successo, alcune interviste con Paul King riaccesero l’interesse dei fan, ma ancora una volta non si tradusse in una reunion ufficiale. Paul King dichiarò in varie occasioni di essere orgoglioso del lavoro fatto con i King, ma sembrava più interessato ai suoi progetti contemporanei che a rivivere la gloria passata. A differenza di molte band degli anni ’80 che hanno intrapreso tour nostalgici di successo negli anni 2000 e 2010, i King non hanno mai partecipato ai festival retrò o alle tournée “anni ’80”, rimanendo una presenza assente nella scena della nostalgia.
Il loro impatto sulla musica pop degli anni ’80 non va sottovalutato
“Love & Pride” rimane uno dei brani più iconici dell’era synthpop, regolarmente incluso nelle compilation dedicate agli anni ’80 e ancora oggi trasmesso dalle radio specializzate in musica retrò.
Il loro approccio alla produzione musicale, con l’enfasi sugli arrangiamenti orchestrali combinati con i sintetizzatori, influenzò numerose band successive. Gruppi come Erasure, Pet Shop Boys (nelle loro produzioni più orchestrali) e persino band moderne che si ispirano al synthpop degli anni ’80 hanno citato i King come riferimento.
In Europa continentale, particolarmente in Italia e Germania, i King mantengono uno status di culto molto più forte che nel Regno Unito. “Love & Pride” è considerato un classico assoluto e viene ancora celebrato nelle discoteche retrò e nei programmi radiofonici dedicati agli anni ’80.
I King emersero in un momento particolare della storia musicale britannica
Nel 1983-1984, il Regno Unito stava vivendo la “seconda invasione britannica” negli Stati Uniti, con band new wave come Duran Duran, Culture Club, Wham! e Spandau Ballet che dominavano le classifiche internazionali.
I King si inserivano perfettamente in questo contesto, con il loro sound elegante e le produzioni sofisticate che rappresentavano l’apice del pop britannico dell’epoca. Tuttavia, a differenza di alcuni dei loro contemporanei, non riuscirono mai a sfondare significativamente nel mercato americano, rimanendo principalmente un fenomeno europeo.
La loro musica rappresentava l’ottimismo e l’edonismo degli anni ’80, un periodo di prosperità economica (almeno per alcuni) e di sperimentazione culturale. Le loro canzoni parlavano di amore, aspirazioni e emozioni positive, in contrasto con il cinismo punk che aveva dominato la fine degli anni ’70.
Album in studio:
- “Steps in Time” (1984)
- “Bitter Sweet” (1985)
- 1987 – Joy (Paul King solista)
- 1998 – The Best of King – Love & Pride (raccolta King e Paul King)
Singoli principali:
- “Love & Pride” (1984) – UK #2
- “Won’t You Hold My Hand Now” (1985) – UK #24
- “Alone Without You” (1985) – UK #8
- “The Taste of Your Tears” (1985) – UK #11
- “Torture” (1985) – UK #23
- “Bitter Sweet” (1986)
Raccolte:
- “The Very Best of King” (2006) – compilation postuma
I King nel XXI secolo
Nel panorama musicale contemporaneo, i King sono spesso riscoperto dalle nuove generazioni attraverso le playlist streaming dedicate agli anni ’80. “Love & Pride” ha trovato nuova vita su piattaforme come Spotify e Apple Music, dove continua ad accumulare milioni di ascolti. La canzone è stata utilizzata in diverse colonne sonore di film e serie TV ambientati negli anni ’80 o che vogliono evocare l’atmosfera di quel decennio. Questa esposizione ha introdotto la band a pubblici che non erano nemmeno nati quando il brano dominava le classifiche europee.
Alcuni DJ e produttori moderni hanno creato remix e rielaborazioni di “Love & Pride”, mantenendo vivo l’interesse per la band. Nel 2019, una versione remixata del brano è stata utilizzata in una campagna pubblicitaria europea, riportando temporaneamente i King nell’attenzione mediatica.
La storia dei King è un perfetto esempio di come una band possa avere un impatto duraturo nonostante una carriera breve
In soli tre anni produssero una manciata di canzoni memorabili che hanno resistito alla prova del tempo, dimostrando che la qualità può prevalere sulla quantità. “Love & Pride” rimane un capolavoro del pop degli anni ’80: una canzone perfettamente costruita con una melodia immortale, una produzione impeccabile e un’energia emotiva che continua a risuonare con gli ascoltatori decenni dopo la sua pubblicazione. È il tipo di canzone che definisce un’era, catturando perfettamente lo spirito ottimistico e romanticamente ingenuo degli anni ’80.
Per chi era adolescente o giovane adulto negli anni ’80, i King rappresentano un pezzo importante della colonna sonora di quel periodo. Le loro canzoni evocano ricordi di discoteche, primi amori, e la libertà spensierata di un’epoca ormai lontana.








