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I veri nomi delle rockstar: da Bob Dylan fino a Freddie Mercury

Freddie Mercury

Alcune rock star hanno scelto il proprio nome d’arte in autonomia, altri lo devono a qualcuno. C’è chi lo ha ereditato e chi lo ha preso in prestito dalla mitologia.

Joe Strummer

Si tratta del nome d’arte di John Graham Mellor, cantante e chitarrista del gruppo punk rock The Clash. Nato ad Ankara, in Turchia, è il secondo genito di Ronald Mellor, diplomatico inglese. Si trasferisce successivamente nel Regno Unito, e qui inizia la sua passione per la musica. Dopo aver lasciato la scuola e aver imparato a suonare la chitarra sotto consiglio di un musicista di strada, ottiene un buon successo nei pub di Londra con lo pseudonimo di Woody. Il seguito però adotta il soprannome di «Strummer» (strimpellatore, dal verbo to strum) a causa di quel modo «rozzo» di suonare la chitarra. Così erano gli inizi. Ovviamente non poteva ancora sapere cosa sarebbe riuscito a fare con quella chitarra.

Bob Dylan

Robert Allen Zimmerman è il suo vero nome, anche se Bob Dylan nel ‘62 adottò legalmente il nome con il quale è passato alla storia. Nel ‘59 iniziò ad esibirsi sui palchi di Minneapolis quando ancora era uno studente universitario. In realtà aveva già cambiato diversi pseudonimi prima di arrivare a quello definitivo. Passò per Elston Gunn, Robert Allyn e Bob Dillon prima del nome d’arte ufficiale, scelta dalla quale nacquero alcune leggende. Alcuni pensarono che il nome fosse ispirato al poeta Dylan Thomas, ipotesi smentita in seguito. La verità? Bob, soprannome di Robert. Il cognome invece nasce da un gioco di parole, ovvero dalla deformazione del nome di suo zio, Dillon.

Bob Dylan

Elvis Presley

Quando si dice Elvis si dice Presley. E, in realtà, è il suo vero nome. Non è noto invece il secondo nome del cantante, che era Aron. Elvis Aron Presley. Non lo adottò mai nella sua carriera musicale, un secondo nome scelto dai genitori in onore di un caro amico di famiglia. «Elvis» deriverebbe dal padre, Vernon Elvis Presley. «Aron» invece da un amico del padre, Aaron Kennedy, con una «a» in più. Nel secondo nome del mito del rock and roll c’è infatti un errore ortografico. Nonostante ciò, il cantante scelse di mantenere quel nome scritto male nella sua vita, ma non nella carriera musicale. Tutta una questione di semplicità.

Bono

Il cantante degli U2 è nato a Dublino il 10 maggio 1960. Nella capitale irlandese nasce anche il nome d’arte di Paul David Hewson, poi conosciuto come Bono Vox. Un giorno il cantante stava facendo un giro con l’amico Fionan Hanvey (poi membro dei Virgin Prunes, gruppo new wave irlandese). I ragazzi entrarono in un negozio di apparecchi acustici, che esiste ancora e che ancora si chiama Bono Vox. In latino significa «bella voce». Un nome più che appropriato, adottato immediatamente dal cantante.

A Bono, invece, pare non essere mai piaciuto il nome della sua band, gli U2:

Non mi piace ancora, non mi piace davvero- ha raccontato – Sono stato in ritardo nel capire, non avevo realizzato che anche Beatles era un cattivo gioco di parole. Avevamo pensato alle implicazioni della lettera e del numero e nella nostra testa ricordavano l’aereo spia, era l’U-boat, era futuristico. Ma poi è diventato una sorta di accettazione implicita. No, non mi piace quel nome, non mi piace tutt’ora»

The Beatles

Il leggendario gruppo di Liverpool, composto da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr deve il suo nome ad un membro del gruppo, che però non riuscì a suonare con loro a lungo. Si tratta di Stuart (detto Stu) Stucliffe, bassista che fu parte della band dal 1960 al 1961. Stuart a 22 anni iniziò a soffrire di fortissimi mal di testa. Fu visitato diverse volte ma non fu riscontrato nessun problema. Le sue condizioni però si aggravarono a tal punto che il 10 aprile 1961 il giovane bassista morì sull’ambulanza che lo stava portando in ospedale.

Fu lui a suggerire il nome «Beatals» a John Lennon, che però lo modificò per richiamare la parola «beat», ritmo. Questa è una versione della storia. Una leggenda creata dallo stesso Lennon narra invece che intorno ai 12 anni il cantautore ebbe una visione, in cui un uomo su una torta fiammeggiante gli disse: «Voi sarete Beatles, con una A». Pare che da questa storia nacque «Flaming Pie», titolo dell’album di Paul McCartney.

La band britannica dei Beatles

Freddie Mercury

Il vero nome del grande frontman dei Queen? Farrokh Bulsara. Freddie è il diminutivo di Frederick, primo nome del cantante nella versione inglese. Mercury invece è stato scelto con cura e per spiegarlo bisogna prendere in causa gli dei dell’Olimpo. Nella mitologia Mercurio era il messaggero degli dei, figlio di Zeus e della Pleiade Maia. Fu lui ad inventare la lira, proprio quella di Orfeo, estratta dal guscio di una tartaruga. Mercurio, anche Ermes, è la divinità della parola e della comunicazione. Quale miglior cognome poteva quindi scegliere Freddie? Pare che lo fece scrivere anche sul passaporto.

Slash

Il chitarrista e compositore dei Guns N’ Roses deve il nome d’arte all’attore Seymour Cassel, amico del padre e noto per aver partecipato a numerose serie televisive come «Batman», «E.R» e «Ai confini della realtà». Saul Hudson (nome vero di Slash), in un’intervista rilasciata a Steve Jones ha raccontato: «Ovunque andassi in sua compagnia, lui cominciava a chiamarmi Slash, dal nulla. Fu una di quelle cose che le persone portano con sé nella vita. Le voci cominciarono a girare, così anche i miei amici smisero di chiamarmi Saul ed iniziarono ad attribuirmi quel soprannome».

Che dura fino ad oggi:

Nessuno mi chiama più Saul, in realtà. Forse solo la polizia perché è scritto sulla mia patente di guida. Ho rifiutato di cambiare nome all’anagrafe anche se anche mio padre e mia madre mi chiamano Slash».

Slash

Sting

Gordon Matthew Thomas Sumner è Sting dei Police. E nel suo caso deve il suo nome d’arte ad un maglione. Aveva 17 anni ed era già in una band. Lui stesso ha raccontato che un amico con il quale suonava gli fece cantare una canzone a parer suo orribile. Così, per ripicca, incominciò a indossare un maglione altrettanto brutto. Era nero e giallo, a strisce. «Lui iniziò a chiamarmi Sting per scherzo» ha raccontato al Daily Star. «Sting» in inglese significa «pungiglione». Ha mantenuto il nome così come la passione per le api, tanto che il roker è proprietario di una tenuta in Toscana, a pochi chilometri da Firenze, dove alleva api e produce miele.

Elton John

All’anagrafe è iscritto come Reginald Dwight, ma tutti lo conoscono come Elton John. Un nome sicuramente più d’impatto per intraprendere una carriera artistica, ma dietro alla scelta del cantante di cambiare la propria identità si celano motivi più profondi. Lo ha spiegato lui stesso al programma televisivo statunitense Good Morning America. “Ero solo un vuoto”, ha rivelato il performer britannico. “Volevo lasciarmi alle spalle la mia infanzia e la mia personalità”.

Elton John

Lady Gaga

Lady Gaga, nata a New York il 28 marzo 1986 (vero nome Stefani Joanne Angelina Germanotta) deve il suo nome d’arte al brano «Radio Ga Ga» dei Queen. E questa non è l’unica curiosità su di lei. Lady Gaga è legatissima alle sue origini italiane: suo nonno, Antonino Germanotta, è arrivato negli Stati Uniti nel 1908 da Naso, piccolo comune del messinese. 

Eddie Vedder

Eddie Vedder non usa il suo vero nome (Edward Louis Severson III) perché ha scelto di prendere il cognome da nubile di sua madre, “Vedder”, dopo aver scoperto la verità sulla sua famiglia. Da bambino Eddie era convinto che il marito di sua madre, Peter Mueller, fosse suo padre biologico. Solo da adolescente scoprì che il suo vero padre era un altro uomo, Edward Louis Severson Jr., già morto quando lui lo venne a sapere. Questa rivelazione lo segnò profondamente.

Eddie Vedder

Gene Simmons

Gene Simmons, bassista e fondatore dei Kiss, è nato ad Haifa, in Israele, il 25 agosto 1949 con il nome di Chaim Weitz, figlio di Ferenc (Feri) Witz e Flóra Kovács (Florence Klein), entrambi ebrei ungheresi trasferitisi in Israele dopo la Seconda guerra mondiale (sua madre sopravvisse alla prigionia in un campo di concentramento). Nel 1957, dopo l’abbandono da parte del padre, emigrò con sua madre negli Stati Uniti e adottò il nome Eugene Klein (il cognome è quello della mamma). Sul finire degli anni Sessanta cambiò definitivamente nome diventando Gene Simmons.

The Edge

The Edge, pseudonimo di David Howell Evans , è il chitarrista degli U2. Il suo pseudonimo deriva sia da un’allusione al profilo appuntito del suo volto che dalla sua predisposizione alla sperimentazione come chitarrista in riferimento all’espressione in inglese “on the edge”, traducibile in italiano come “al limite”. Qualcuno sostiene che lo pseudonimo giochi anche con il suono delle iniziali del suo nome David Howell: D[di:] H[eic].

— Onda Musicale

Tags: Elvis Presley, The Beatles, Sting, Gene Simmons, Slash, Eddie Vedder, Bob Dylan, Freddie Mercury, The Edge, Lady Gaga, Elton John, Bono
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