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Fighter V: la recensione di “Deja Vu”

Fighter V

Firmano per la nostrana Frontiers gli svizzeri Fighter V, arrivati in questo 2026 al terzo full length.

Carriera iniziata con un hard rock in perfetto equilibrio tra il melodico e il teutonico come tradizione elvetica richiede nel 2019, virata verso un AOR muscoloso ma raffinato col successivo ‘Heart of The Young’ del 2024. Una proposta melodica dai tratti riconoscibili e personali; anche freschi, per quanto nel nostro genere sia stato detto e scritto il possibile, grazie al timbro sporco e sleazy del singer Emmo Acar (entrato per il disco HOTY), coadiuvato da arrangiamenti che mischiano la scuola scandinava dei primi HEAT e Brother Firetribe a un’idea artistica più retrò ed americaneggiante.

L’opener “Raging Heartbeat” apre le danze mediante una sezione ritmica spumeggiante, mettendo subito in chiaro le intenzioni del gruppo.
Victory” sposta il confine verso lidi superiori; lavorata su un riff di tastiere riuscito ed inebriante (sono sicuro di averlo sentito prima). I nostri costruiscono trame melodiche utilizzando ogni mezzo a disposizione, dall’uso di cori eleganti ad orchestrazioni complete ed estrose.

Molto belle in tal senso “Foolish Heart” e “All Your Love”; il contrasto tra le strofe drammatiche e ritornelli notturni, con aggiunte di sax che vanno a riempire l’ipotetico dipinto di ulteriori sfumature. La prima paga dazio a certi Journey, la seconda alla scuola melodica nordeuropea.

La title track è anni 80 al midollo; mid-tempo melodico, diretto, trascinante, curato al dettaglio in ogni sua componente. “Stand By Your Side” apre al versante glam della band che bene si sposa con la voce di Acar. Col ritornello anthemico, “Hold The Time” rivisita i Survivor in chiave più heavy, così come la chiusura affidata alla ottantiana “Victim of Changes” che esalta il proprio dna col suo incidere avvincente da colonna sonora.

Melodie totali e avvolgenti, un collettivo che convince rendono l’ascolto di “Deja Vu” davvero piacevole e non fanno sentire la mancanza di una vera ballad all’interno del full length. La band Svizzera si conferma su alti livelli, candidandosi come una delle sorprese più solide di questo inizio anno.

(fonte: Melodic Rock)

— Onda Musicale

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