6 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Martedì, 15 Gennaio 2019 09:23

Alla ricerca della canzone più rock della storia: Helter Skelter

Alla ricerca della canzone più rock della storia: Helter Skelter
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L'autore Gabriele Tomasi


"Helter Skelter" è una canzone dei Beatles scritta da Paul McCartney e contenuta nel "White album" del 1968. Non è un brano qualsiasi, bensì la canzone più rock dei Beatles!

La motivazione che portò McCartney a scrivere il pezzo è la più rock possibile: l'orgoglio, la competizione, il desiderio di essere il migliore.
Nel 1967 il bassista lesse sulla rivista "Guitar Player" un'intervista a Pete Townshend degli Who, il quale disse che l'ultima canzone che aveva realizzato ("I Can See for Miles") fosse la più rumorosa, selvaggia e sporca mai registrata. Paul pensò che tale primato dovesse spettare ai Beatles, e decise di realizzare un pezzo ancora più rock! Si mise pertanto di impegno nel creare un suono sporco, pesante, facendo produrre ad ogni strumento il suono più rumoroso possibile.

Invece di cantare il pezzo lo urlò, il suono della chitarra venne distorto e quello del basso reso più crudo. Per non parlare della batteria, sulla quale Ringo Starr dovette picchiare come un dannato. Il risultato è un suono violento, rumoroso e anticipatore dell'hard rock che si svilupperà negli anni seguenti.

L'helter skelter del titolo non è altro che uno scivolo a torre, un gioco tipico dei parchi inglesi, ma può significare anche "caotico" o "confuso". Giocando su questa ambivalenza McCartney scrisse un testo interpretabile in diverse maniere. In superficie racconta l'utilizzo di uno scivolo, in profondità ognuno può vederci quello che vuole. Secondo me è la descrizione di un rapporto sessuale.

Per Charles Manson (leggi l'articolo) era il presagio di una imminente guerra di razze; secondo lui i Beatles erano i quattro angeli dell'Apocalisse che invitavano lui e i suoi seguaci alla guerra, ma Charles Manson era matto. La dichiarazione più rock l'ha però fatta Lennon: "Quel testo non l'ho mai nemmeno ascoltato con attenzione, era semplicemente un rumore!" (leggi l'articolo)

Anche le sessioni furono molto rock: nella giornata del 18 luglio 1968 la canzone fu registrata tre volte, e ben 18 il 9 settembre, tra cui una versione di 27 minuti, definita "lenta, ipnotica e psichedelica". Possiamo farcene un'idea ascoltando la take 2 pubblicata all'interno della "7 Disc Super Deluxe Edition" uscita per il 50° anniversario dell'album "The Beatles". Alla fine dell'ultima take Ringo Starr lanciò le bacchette lontane gridando "Ho le vesciche sulle dita!" ("I've got blisters on my fingers!") e proprio questa versione fu pubblicata. "Non era un modo di dire: le mani gli sanguinavano davvero, tanto ferocemente aveva picchiato sulla batteria!" ricorda Paul McCartney. Il produttore Chris Thomas, presente in studio, aggiunge un altro particolare rock: "Mentre Paul stava incidendo la sua parte vocale, George Harrison diede fuoco al contenuto di un posacenere, e cominciò a correre in giro per lo studio con il posacenere in fiamme in equilibrio sulla testa".

Richie Unterberger di "AllMusic" definì la canzone "uno dei brani rock più feroci e brutali mai realizzati da chiunque". Il musicologo Alan W. Pollack temeva che il brano avrebbe "spaventato ed inquietato" gli ascoltatori, data "l'ossessiva natura" e la violenza di "Helter Skelter". La rivista "Q" ha classificato "Helter Skelter" alla posizione numero 5 della sua lista delle "100 Greatest Guitar Tracks", e infine il periodico "Rumore" l'ha votata come "canzone più rumorosa" della storia.

Basta chiacchiere! È il momento di ascoltarla!

 

 

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Gabriele Tomasi - Onda Musicale

 

 

 

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