Sony torna a scommettere sul Walkman, e lo fa con due modelli destinati a un pubblico di nicchia ma molto esigente: l’NW-WM1ZM3 e l’NW-WM1AM3, lettori musicali di fascia altissima con un prezzo che… sfiora i 5.000 euro, con disponibilità in Europa prevista per fine novembre.
Chi segue il mondo dell’alta fedeltà conosce la serie WM1: lettori portatili costruiti con materiali preziosi, pensati per chi cerca la massima qualità audio anche in mobilità; la nuova generazione porta con sé un’alimentazione rivista, un amplificatore digitale S-Master HX evoluto e un sistema Android con schermo touch da 5,5 pollici e la possibilità di integrare applicazioni dedicate, costruendo quindi un prodotto che sembra uscire da un’altra epoca e che si risolve a un tipo di ascoltatore e consumatore ben preciso.
Rimane comunque lecito chiedersi il senso di un’operazione del genere nel 2026: perché dover acquistare un dispositivo dedicato alla musica quando lo smartphone è già in grado di fare tutto? Oggi proviamo a rispondere, chiarendo che il walkman non nasce per sostituire il telefono, bensì per affiancarlo.
Rame, oro e cablaggi: la fisica del suono
Il modello di punta di questi walkmen, l’NW-WM1ZM3, ha un telaio in rame placcato in oro, con viti a bassa resistenza elettrica e un cablaggio interno firmato da una delle aziende di punta del settore, ovvero Kimber Kable. Il suo fratellino minore, l’NW-WM1AM3. adotta invece un paradigma costruttivo più sobrio che combina alluminio e rame.
Queste sono scelte che, a un orecchio inesperto, possono sembrare eccessive ma che riflettono una filosofia precisa: ridurre ogni possibile disturbo del segnale, così come chi scrive articoli sul sistema del 9 fisso roulette lo fa con la consapevolezza della natura di quella specifica strategia.
Sul fronte tecnico, Sony ha rivisto l’alimentazione e fatto evolvere l’amplificatore S-Master HX per controllare meglio le perturbazioni elettriche. Il trattamento DSD Remastering viene ora applicato anche ai brani in streaming, anche se, come ricorda la stessa fonte, non migliora automaticamente la qualità né ricrea informazioni assenti dalla registrazione originale.
Tra le caratteristiche più rilevanti figura l’uscita cuffie bilanciata da 4,4 millimetri, apprezzata dagli audiofili per la minore interferenza tra i canali; il modello di punta offre 256 GB di memoria e l’autonomia può arrivare a 35 ore a seconda dell’utilizzo e tutto questo viene venduto per un peso, 670 grammi per il modello di punta contro i 490 del predecessore, che ne fa un oggetto da tenere in mano con consapevolezza.
Un compagno dello smartphone, non un suo sostituto
Chiunque abbia pensato al marketing di questo oggetto ha ben ragionato su un dettaglio: il Walkman è costruito non tanto come sostituto del telefono, ma come suo perfetto compagno per chi dà alla musica un valore molto particolare. Lo smartphone resta lo strumento per le telefonate, i messaggi, la scoperta delle regole della ruota fortunata e così via: il lettore dedicato si occupa di una cosa soltanto, ma la fa con una cura che nessun telefono può eguagliare.
Questo è quello che possiamo definire come un rapporto di complementarità, simile a quello tra una fotocamera professionale e la fotocamera del cellulare. Il fatto che si tratti di un dispositivo Android, con tanto di schermo touch, facilita l’integrazione con i servizi di streaming e con le abitudini già consolidate.
Per la maggior parte degli utenti un prodotto del genere rimarrà un oggetto lontano, ma il suo significato va oltre il prezzo. Sony conferma che esiste ancora uno spazio, piccolo ma vitale, per chi vuole ascoltare musica come atto deliberato e non come sottofondo, e che il ritorno del Walkman, in questa forma, è più un omaggio alla cultura dell’ascolto che un’operazione commerciale di massa.









