6 Dicembre 2019
Magazine di Musica e Spettacolo
Giovedì, 14 Aprile 2016 16:53

"Alta Fedeltà": una vita spesa tra i dischi

"Alta Fedeltà": una vita spesa tra i dischi
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L'autore


Alta Fedeltà è un film, in originale High Fidelity e tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby, del 2000 ed è diretto da Stephen Frears.

La pellicola narra le (dis)avventure amorose ed esistenziali di Rob Gordon (John Cusack), proprietario del negozio di dischi Championship Vinyl, assieme ai suoi due amici/dipendenti Dick (Todd Louiso) e Barry (Jack Black). Dopo la rottura con la fidanzata Laura (Iben Hjejle), ultima di una serie di fallimenti amorosi, il povero Rob si trova a fare i conti con una ritrovata solitudine.

Dopo una sbronza ed una visione in cui compare Springsteen che gli consiglia di chiamare le sue vecchie ragazze per chiedere loro come stanno e sapere se l’hanno perdonato (citazione Bobby Jean tratta da “Born in the U.S.A.” del 1984).

Seguendo il consiglio del Boss, Rob stila una classifica delle sue storie che bruciano ancora e decide di mettersi in contatto con loro per capire come mai sbaglia sempre. Non mancano inoltre momenti di gelosia, visto che Laura si è con l’odiato Ian “Ray” Raymond (Tim Robbins). E goliardia, come ad esempio l’avvicendarsi dei clienti più disparati all’interno del negozio e le conseguenti reazioni dei tre esperti di musica. Film divertente, ma che offre anche molti spunti di riflessione e dove non mancano i momenti di tristezza.

Agrodolce potrebbe essere tra le definizione più papabili, ma essendo Onda Musicale un giornale di musica direi di cominciare da qui senza alcuna esitazione. A parte le canzoni vere e proprie, di cui ci soffermeremo più tardi, il film straripa di citazioni di questo tipo tra cui, la più evidente, è la smisurata mole di dischi, cd e cassette presenti nel negozio e nell’appartamento di Rob.

Le citazioni, però, cominciano già con la locandina della pellicola a forma di LP che si rifà a A Hard Day’s Night (1964) dei Beatles solo che, invece della faccia dei Fab Four, vi sono delle inquadrature del volto del protagonista e di alcune ragazze che gravitano attorno a lui.

Proseguendo con la visione quando i tre si mettono a parlare di gruppi, album, compilation e top ten a livelli “quasi maniacali” (esempio la prima traccia del primo disco di un gruppo) la lista di citazioni e riferimenti si allunga esponenzialmente. Sempre a proposito di cantanti e canzoni assortite, una sera, Rob, Dick e Barry, decidono di uscire tutti assieme per vedere l’esibizione di un’affascinante cantante, tale Marie Desalle (Lisa Bonet) che si esibisce in una toccante versione di Baby I Love Your Way di Peter Frampton conquistando tutti.

Tra le cover eseguite dagli attori è opportuno ricordare la divertente versione, presente nel finale, di Let’s Get It On, di Marvin Gaye dall’album omonimo del 1973, eseguita da Barry con lo pseudonimo di Barry Jive & The Uptown Five riscuotendo successo e, una più che discreta, sorpresa. Ad ogni modo, tornando alla questione canzoni, la pellicola contiene, a questo punto dire lapalissiano è un puro eufemismo, una vastissima colonna sonora che spazia non poco.

Troviamo infatti veri e propri classici (Bob Dylan, The Kinks, Velvet Underground, Grand Funk Railroad), pop (Elton John, Belle & Sebastien, Katrina & The Waves, Aretha Franklin) per arrivare a cui seguono dei gruppi decisamente più alternativi (13th Floor Elevators, The Chemical Brothers, The Beta Band, Bow Wow Wow).

Da ricordare il cameo di Ian Williams (cantante e polistrumentista americano noto per la sua militanza nei Don Caballero e nei Battles) proprio durante l’ascolto, nel negozio, di un brano degli ultimi gruppi citati. Sto parlando della stupenda Dry the Rain dei Beta Band.

Per concludere vorrei ricordare I Believe (When I Fall in Love It Will Be Forever), dall’album di Stevie Wonder “Talking Book” del 1972, nel finale mentre Rob, come al solito, ha un paio di cuffie sulle orecchie ed una compilation in ballo.

Film che consiglio sia per la storia, può sembrare la solita scialba storia di cuori infranti, ma non è così, che per la vera ed unica protagonista, ovvero la musica.

Musica che, proprio per la sua eterogeneità, piacerà a tutte le orecchie.

 

Vanni Versini - Onda Musicale

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